Pubblicato il 2 Febbraio 2026
La comunicazione interna di viale Mazzini
La Direzione Editoriale per l’Offerta Informativa Rai ha chiesto a Sigfrido Ranucci di limitare le presenze in programmi televisivi concorrenti, in particolare su La7, dove il giornalista è intervenuto più volte per presentare il suo libro Navigare senza paura.
Negli ultimi giorni, infatti, il conduttore di Report è stato ospite di Otto e Mezzo, diMartedì e In Altre Parole. Dall’azienda precisano che non si tratta di un richiamo disciplinare, ma di un semplice invito al rispetto delle regole interne, valide per tutti i dipendenti Rai.
La risposta di Ranucci: “Avevo avvertito per tempo”
Ranucci respinge le critiche e chiarisce di aver informato la Rai con una settimana di anticipo delle sue partecipazioni televisive, senza ricevere obiezioni.
Il giornalista sottolinea inoltre di aver segnalato la pubblicazione del libro anche all’interno della Rai, ricevendo indicazioni informali su come procedere. Aggiunge però una nota polemica: si sarebbe aspettato un messaggio di congratulazioni per il premio Purgatori assegnato a Report, oggi prima trasmissione d’informazione in prima serata per ascolti.
Le polemiche sulle presunte frasi omofobe
Negli stessi giorni, Ranucci è stato coinvolto in un’altra controversia politica per presunte frasi omofobe, attribuitegli in una chat privata e rese pubbliche da un quotidiano nazionale. Il caso è legato anche alla vicenda Sangiuliano, che ha già acceso il dibattito mediatico.
Il conduttore ha parlato di frasi manipolate, ricevendo il sostegno di tre consiglieri di amministrazione Rai: Alessandro di Majo, Davide Di Pietro e Roberto Natale.
Lo scontro con Maurizio Gasparri
Dal centrodestra è intervenuto Maurizio Gasparri, presidente dei senatori di Forza Italia, che ha definito “vergognoso” il comportamento dei consiglieri Rai, usando paragoni fortemente polemici.
La replica di Di Majo, Di Pietro e Natale è stata netta: secondo loro, Gasparri avrebbe travisato il senso delle dichiarazioni, che chiedevano semplicemente sanzioni nel caso di affermazioni omofobe reali, oppure provvedimenti contro chi avesse diffuso accuse false. I tre consiglieri respingono infine con fermezza qualsiasi accostamento a pratiche autoritarie, definendo le parole del senatore sproporzionate e prive di fondamento. Fonte: LaPresse

