Pubblicato il 11 Dicembre 2025
L’ordinanza e le accuse contestate
La Procura della Repubblica ha incaricato i Carabinieri del Comando Provinciale di Catania di eseguire una misura di custodia cautelare in carcere nei confronti di Michael Santo Antonio Battaglia (1992) e Massimiliano Fichera (1973). I due sono gravemente indiziati, pur nel pieno rispetto della presunzione di innocenza, di aver preso parte a una rapina aggravata ai danni dei proprietari di un’abitazione. Secondo gli investigatori, sarebbero riusciti a introdursi nell’appartamento utilizzando un espediente.
Il provvedimento è l’esito di una indagine articolata e complessa, coordinata dalla magistratura e svolta dal Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Catania – Piazza Dante.
Le indagini e le tecniche utilizzate
Le attività investigative hanno previsto intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, oltre a accertamenti forensi condotti dagli specialisti della Sezione Investigazioni Scientifiche (SIS). Gli inquirenti hanno analizzato impronte papillari, acquisito e confrontato immagini di videosorveglianza presenti nelle aree vicine al luogo del reato.
L’episodio contestato risale al 13 maggio 2025, quando le vittime denunciarono una violenta irruzione da parte di due uomini, uno dei quali con il volto coperto da una maschera in gomma. I soggetti si sarebbero introdotti nell’abitazione, nel pieno centro cittadino, simulando la consegna di una cassetta di frutta.
La dinamica del colpo secondo gli investigatori
Dopo aver ingannato le vittime, i due rapinatori avrebbero esercitato atti di violenza, immobilizzandole e impedendo loro di chiedere aiuto tramite l’uso di nastro adesivo. Le persone presenti sarebbero state poi costrette ad aprire due casseforti, da cui sarebbe stata sottratta refurtiva per un valore stimato in circa 500.000 euro.
La fuga sarebbe avvenuta a bordo di un veicolo guidato da un terzo complice, posizionato nei pressi di uno degli accessi del palazzo.
La svolta investigativa
Un elemento decisivo è stato il ritrovamento di un frammento di guanto in lattice, che – secondo gli inquirenti – sarebbe stato strappato con un morso da una delle vittime. L’analisi dei filmati di videosorveglianza ha consentito di individuare il veicolo usato per la fuga, che pur intestato a un’altra persona, sarebbe risultato nella disponibilità materiale di Fichera.
Da qui è partita una nuova fase di intercettazioni, che avrebbe permesso di collegare ai fatti anche Battaglia, sul quale sarebbe stata riscontrata una compatibilità biologica con i reperti trovati sul luogo della rapina.
L’esecuzione della misura cautelare
Al termine delle operazioni, entrambi gli indagati sono stati trasferiti presso la Casa Circondariale di Piazza Lanza, in attesa delle successive determinazioni dell’Autorità giudiziaria.

