Pubblicato il 15 Marzo 2026
Bottino scarso per i malviventi
CAPALBIO (GROSSETO). Una villa a Capalbio, di proprietà di noti ristoratori locali, è stata teatro di una rapina nella notte scorsa. La notizia è stata diffusa dall’Ansa ieri, 14 marzo. I proprietari, marito e moglie, sono stati tenuti in ostaggio da una banda di quattro malviventi incappucciati.
Secondo le prime ricostruzioni, la moglie è stata sorpresa al rientro e trattenuta dai rapinatori, che hanno atteso l’arrivo del marito per mettere in atto il blitz. All’ingresso, il marito, circa 60 anni, è stato minacciato con una pistola alla testa. I criminali cercavano principalmente una cassaforte, contanti e oggetti preziosi, ma alla fine il bottino si è rivelato limitato.
L’assalto e i momenti di terrore
I rapinatori hanno agito in modo mirato: la villa si trova ai margini del paese, isolata dall’abitato, condizione che ha facilitato l’irruzione. La donna ha vissuto circa un’ora di terrore. Nonostante le minacce e le pressioni, i proprietari non hanno potuto consegnare una cassaforte inesistente. I ladri hanno portato via solo i pochi contanti presenti in casa e sono fuggiti.
Le indagini dei carabinieri sono in corso, con particolare attenzione alle telecamere di sorveglianza e alla possibile identificazione dei veicoli usati per la fuga.
Sicurezza e preoccupazione tra i residenti
La rapina ha aumentato la preoccupazione tra gli abitanti di Capalbio, nonostante negli ultimi anni il comune abbia investito nella videosorveglianza dei principali accessi al borgo. Anche se i malviventi avessero usato auto rubate, il percorso della fuga potrebbe essere ricostruito, aiutando le forze dell’ordine a rintracciare la banda.
Il sindaco, Gianfranco Chelini, ha sottolineato: “È impossibile entrare o uscire da Capalbio senza essere ripresi dalle telecamere. Siamo profondamente turbati per quanto accaduto e ci impegneremo con il prefetto di Grosseto per aumentare la sicurezza dei cittadini e dei turisti durante la stagione estiva”.
Possibili complici e sopralluoghi
Le indagini considerano anche che i rapinatori potrebbero aver effettuato sopralluoghi preliminari e avvalersi di un basista che conosceva i movimenti delle vittime, approfittando del periodo invernale quando la presenza di estranei è più facilmente notata. La polizia locale collaborerà con i carabinieri per raccogliere testimonianze e supportare le indagini.

