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Referendum in Svizzera per dimezzare il canone tv: gli elettori scelgono il No

Pubblicato il 9 Marzo 2026

Bocciata la proposta di ridurre il canone radiotelevisivo

Gli elettori svizzeri sono stati chiamati alle urne domenica 8 marzo per esprimersi su quattro quesiti referendari, tra cui uno particolarmente discusso: la riduzione del canone della televisione pubblica Ssr (Società svizzera di radiotelevisione).

La proposta prevedeva un drastico taglio della tassa annuale da 335 franchi svizzeri a 200 franchi, con una diminuzione vicina al 40%.

Secondo le proiezioni emerse dallo scrutinio, però, la maggioranza degli elettori ha respinto l’iniziativa: il 62% ha votato “no”, mentre il 38% si è espresso a favore del “sì”.

La proposta sostenuta dalla destra nazionalista

L’iniziativa era stata promossa da un comitato legato all’Unione Democratica di Centro (Udc/Svp), formazione politica di orientamento nazionalista e conservatore.

I promotori del referendum avevano impostato la campagna sostenendo che la Ssr avesse una linea editoriale troppo orientata a sinistra e che il canone svizzero fosse tra i più alti al mondo.

Se il referendum fosse stato approvato, il servizio pubblico radiotelevisivo avrebbe subito un forte ridimensionamento, con conseguenze rilevanti anche sul piano occupazionale. Le stime parlavano infatti di oltre 3mila posti di lavoro potenzialmente a rischio e di una riduzione significativa della presenza territoriale dell’azienda, che comprende anche Rsi, responsabile dei contenuti in lingua italiana.

Il sostegno del governo al fronte del “no”

Sia il Parlamento svizzero sia il Consiglio federale si erano espressi chiaramente contro la proposta. L’ampia vittoria del “no”, secondo diversi analisti politici, riflette una fiducia ancora solida nelle istituzioni e una limitata disaffezione nei confronti del servizio pubblico.

A incidere sull’esito della consultazione potrebbe essere stata anche la controproposta avanzata dal governo, che prevede comunque una riduzione del canone da 335 a 300 franchi.

Il progetto è stato sostenuto dal ministro Albert Rösti, esponente dello stesso partito promotore del referendum. Una volta entrato nel governo, Rösti ha dovuto lasciare il comitato promotore, ma è riuscito comunque a ottenere un risultato parziale: un ridimensionamento dei costi della Ssr.

Nonostante la posizione delicata, molti osservatori ritengono che abbia mantenuto la propria credibilità politica, contribuendo a portare a casa una riduzione del budget della radiotelevisione pubblica superiore al 15%.

Un nuovo voto a difesa della tv pubblica

Il risultato rappresenta una nuova conferma del sostegno degli svizzeri al servizio pubblico radiotelevisivo, in controtendenza rispetto a quanto accade in molti Paesi occidentali, dove queste istituzioni sono sempre più criticate per i costi e per la perdita di consenso.

Non è la prima volta che accade. Già nel 2018 l’iniziativa popolare “No Billag”, che proponeva l’abolizione del canone, era stata respinta con una percentuale ancora più netta: il 72% degli elettori aveva votato contro.

Anche se questa volta la vittoria del fronte del “no” è stata meno ampia, il risultato resta comunque significativo e conferma il sostegno al modello di servizio pubblico svizzero.

La soddisfazione dei vertici della Ssr

Dopo l’esito del voto, i vertici della radiotelevisione pubblica hanno espresso soddisfazione.

Il presidente del Consiglio d’amministrazione Jean-Michel Cina ha definito la giornata “decisiva per il futuro della Ssr”, sottolineando che gli elettori svizzeri hanno rinnovato la loro fiducia nell’azienda e nel suo ruolo per il Paese.

Anche la direttrice generale Susanne Wille ha accolto con entusiasmo il risultato del referendum, assicurando che l’azienda continuerà nel percorso di trasformazione già avviato.

Secondo Wille, il voto rappresenta un segnale di fiducia che rafforza l’impegno della Ssr a offrire un’informazione e un’offerta culturale diversificata, mantenendo una presenza forte nelle diverse regioni linguistiche della Svizzera e nel mondo digitale.

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