Pubblicato il 5 Novembre 2025
Caccia all’uomo e polemiche nel sistema penitenziario britannico
È caccia all’uomo nel Regno Unito dopo la scoperta che un detenuto è stato rilasciato per errore dal carcere di Wandsworth, nel sud di Londra, senza che la polizia fosse avvertita per quasi una settimana.
Il protagonista della vicenda è un ventiquattrenne di origine algerina, liberato mercoledì scorso, ma la Metropolitan Police è stata informata solo martedì 4 novembre, sei giorni dopo.
L’episodio ha scatenato forti polemiche e critiche al sistema penitenziario britannico, accusato di gravi inefficienze e mancanza di coordinamento.
Chi è il detenuto evaso per errore
Secondo i media locali, il detenuto si chiamerebbe Brahim Kaddour-Cherif, 24 anni, e avrebbe alle spalle diversi reati, tra cui violazione di domicilio con intento di furto e un reato sessuale minore.
Nonostante non fosse considerato un detenuto “di alto profilo”, il caso ha assunto una risonanza nazionale per la gravità dell’errore amministrativo.
Kaddour-Cherif era comparso a settembre davanti alla Westminster Magistrates’ Court con l’accusa di non aver rispettato le restrizioni imposte ai condannati per reati sessuali. La sua liberazione per errore avviene pochi giorni dopo un altro caso simile, quello del molestatore di Epping, scarcerato per sbaglio e poi ritrovato dopo giorni di ricerche.
L’allarme partito con sei giorni di ritardo
Resta inspiegabile come siano potuti trascorrere sei giorni tra il rilascio e la comunicazione alla polizia.
Il Ministero della Giustizia britannico si è detto “indignato e sconvolto” per l’accaduto, assicurando che è in corso una caccia all’uomo urgente.
In una nota ufficiale, la polizia metropolitana di Londra ha spiegato:
“Poco dopo le 13:00 di martedì 4 novembre siamo stati informati che un prigioniero era stato rilasciato per errore dal carcere di Wandsworth mercoledì 29 ottobre. Si tratta di un cittadino algerino di 24 anni. Sono in corso indagini urgenti per localizzarlo e riportarlo in custodia.”
Il caos nel carcere di Wandsworth
Dietro l’errore si nasconderebbe il caos organizzativo del carcere di Wandsworth, uno degli istituti più problematici del Paese.
La struttura, nata per ospitare meno di 1.000 detenuti, oggi ne conta oltre 1.500, secondo un rapporto dell’Independent Monitoring Board pubblicato nell’agosto 2024.
Il documento descrive il carcere come “angusto e squallido”, con personale ridotto e sovraccarico di lavoro. In molte sezioni, gli operatori “non erano in grado di confermare la presenza di tutti i detenuti durante la giornata”.
Non è la prima volta che Wandsworth finisce sotto accusa: nel 2023 fece scalpore la fuga dell’ex soldato britannico Daniel Khalife, evaso aggrappandosi alla parte inferiore di un camion.
Un nuovo caso che imbarazza Londra
Il nuovo episodio riapre il dibattito sulla crisi del sistema penitenziario britannico, già segnato da sovraffollamento, mancanza di personale e scarsa sicurezza.
Il governo promette ora un’indagine interna, ma l’opinione pubblica chiede riforme immediate per evitare che errori così gravi si ripetano, mettendo a rischio la sicurezza dei cittadini.

