Pubblicato il 20 Settembre 2025
La lotta contro le basi militari e la guerra
Da un comunicato stampa a firma Tania Poguisch, Segretaria regionale PRC Sicilia
Il Partito della Rifondazione Comunista Sicilia, insieme alla propria comunità politica, è da mesi attivamente impegnato nelle mobilitazioni contro la guerra che Israele ha intensificato su Gaza. Un momento significativo è stata la partecipazione alla manifestazione del 6 luglio a Sigonella, per ribadire il rifiuto delle basi americane che trasformano i nostri territori in un hub militare da cui partono droni e aerei da guerra per controllare il Mediterraneo.
Solidarietà con lavoratrici e lavoratori in sciopero
Il PRC Sicilia sarà al fianco di lavoratrici e lavoratori in sciopero il 19 e il 22 settembre, che manifesteranno contro il genocidio. La mobilitazione continuerà in tutte le piazze, inclusa la manifestazione nazionale del 4 ottobre a Roma, per dare forza a un movimento che si oppone alla logica della guerra.
Verso lo sciopero generale del 22 settembre
Lo sciopero generale di lunedì 22 settembre rappresenta un passaggio cruciale: il PRC Sicilia si mobiliterà per bloccare la macchina di morte del complesso militare italiano e denunciare la strategia del governo israeliano volta a cancellare il popolo di Gaza, così come ogni forma di colonialismo nei territori occupati.
La Sumud Flottilla e la resistenza dal mare
In parallelo, il partito segue con attenzione la missione della Sumud Flottilla, già salpata da Capo Passero con 42 imbarcazioni dirette verso Gaza. Il PRC Sicilia si definisce “equipaggio di terra”, pronto a sostenere questa iniziativa di resistenza e solidarietà internazionale.
Una lotta che va oltre la Palestina
Lo sciopero generale sarà soltanto l’inizio di una serie di iniziative comuni con il movimento pacifista. L’obiettivo è fermare il genocidio, contrastare i piani di riarmo europeo e riaprire la strada della pace nelle mani dei popoli.
La lotta per la Palestina è considerata dal PRC Sicilia come una lotta per la libertà, la giustizia sociale e i diritti di tutti. L’attenzione crescente verso lo sciopero generale indica che non bisogna fare passi indietro: si continuerà a scendere in piazza finché la guerra non sarà fermata e non nascerà un grande movimento di massa capace di contrastare l’attuale ordine mondiale, fondato su economia di guerra e violazione dei diritti umani.

