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Guardia di Finanza, simulate operazioni immobiliari: truffe ai danni di società finanziarie

Roma, frode fiscale e fondi all’estero: oltre 32 milioni trasferiti fuori dall’Italia

Pubblicato il 6 Febbraio 2026

Il sistema scoperto dalla Guardia di Finanza

Un articolato meccanismo di frode fiscale avrebbe consentito il trasferimento all’estero di oltre 32 milioni di euro attraverso società formalmente attive nel commercio al dettaglio di abbigliamento per adulti, ma di fatto prive di una reale operatività.

A scoprirlo è stata la Guardia di Finanza di Roma, che ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di un imprenditore, ritenuto il principale responsabile del sistema illecito.

Secondo gli inquirenti, le società coinvolte condividevano la stessa sede legale e non svolgevano un’effettiva attività commerciale, fungendo da veicolo per movimentazioni finanziarie sospette.

Bonifici verso la Cina senza giustificazioni

Le indagini, durate mesi, hanno portato alla luce una serie di bonifici verso l’estero, in particolare diretti in Cina, che non sarebbero stati giustificati da ordini di importazione né supportati da adeguata documentazione fiscale o doganale.

L’imprenditore indagato avrebbe trasferito personalmente oltre 12,6 milioni di euro, mentre ulteriori società a lui riconducibili avrebbero movimentato, nello stesso periodo, più di 20 milioni di euro aggiuntivi, sempre prevalentemente verso la Cina e senza riscontri su effettive operazioni commerciali.

Fatture per operazioni inesistenti

Secondo la ricostruzione degli investigatori, le società sarebbero state utilizzate come “schermi contabili” per emettere fatture relative a operazioni inesistenti. In questo modo, alcuni imprenditori di origine cinese attivi in Italia avrebbero potuto giustificare formalmente pagamenti privi di una reale controprestazione.

Il denaro così regolarizzato sulla carta sarebbe stato poi trasferito all’estero, con il duplice effetto di sottrarlo al fisco italiano e rendere più complessa la tracciabilità dei flussi finanziari.

Arresti domiciliari e sviluppi dell’inchiesta

Al termine degli accertamenti, il giudice per le indagini preliminari di Velletri, su richiesta della Procura locale, ha disposto per l’imprenditore gli arresti domiciliari.

Il provvedimento rappresenta il primo risultato di un’indagine condotta dalla compagnia della Guardia di Finanza di Colleferro, avviata dopo due verifiche fiscali su società formalmente operanti nel settore dell’abbigliamento per adulti. Le indagini proseguono per accertare eventuali ulteriori responsabilità e ramificazioni del sistema.

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