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Roma, scavi alla Casa del Jazz: si cercano i resti del giudice scomparso Paolo Adinolfi

Pubblicato il 13 Novembre 2025

Operazione con cani molecolari nel luogo simbolo confiscato alla Banda della Magliana

Questa mattina, 13 novembre, un’imponente operazione delle forze dell’ordine ha interessato la Casa del Jazz di Roma, nota struttura culturale e musicale nel cuore della Capitale. Cani molecolari, polizia e carabinieri hanno avviato una serie di scavi alla ricerca dei resti del giudice Paolo Adinolfi, scomparso misteriosamente 31 anni fa.

La villa confiscata al cassiere della Banda della Magliana

La Casa del Jazz sorge all’interno di una villa appartenuta a Enrico Nicoletti, storico “cassiere” della Banda della Magliana, poi confiscata e affidata al Comune di Roma per finalità culturali.

La decisione di procedere agli scavi è stata presa dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, riunitosi in Prefettura, dopo una richiesta avanzata dall’ex giudice Guglielmo Muntoni. Non è ancora chiaro quali nuove informazioni investigative abbiano portato a riaprire il caso dopo oltre tre decenni.

Un dettaglio significativo, però, emerge dal contesto: meno di un mese fa è stato arrestato Massimo Nicoletti, figlio del noto boss della Magliana, fatto che potrebbe aver riacceso l’interesse investigativo sulla vicenda.

Il mistero della scomparsa del giudice Adinolfi

Il giudice Paolo Adinolfi sparì il 2 luglio 1994, dopo essere uscito dalla sua abitazione in via della Farnesina, dicendo alla moglie che sarebbe rientrato per pranzo. Da quel momento non si seppe più nulla di lui.

Le indagini, mai completamente archiviate, si sono concentrate su possibili legami con inchieste delicate trattate dalla sezione Fallimentare del Tribunale di Roma, dove Adinolfi prestava servizio.

Secondo alcune testimonianze contrastanti, sarebbe stato visto su un autobus, ma le indagini hanno stabilito che era uscito in auto, poi ritrovata nella zona del Villaggio Olimpico. C’è chi riferì anche della presenza di un giovane sconosciuto accanto a lui nei corridoi degli uffici giudiziari di piazzale Clodio.

Scavi e nuove ipotesi investigative

La Casa del Jazz non era mai stata ispezionata in precedenza. Gli investigatori non escludono che, oltre a eventuali resti umani, possano emergere armi o altri elementi riconducibili alle attività criminali della Banda della Magliana.

Dopo trent’anni, la vicenda del giudice Adinolfi potrebbe dunque conoscere una svolta decisiva, con la speranza di dare finalmente una risposta a uno dei misteri più oscuri della Roma degli anni Novanta.

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