Pubblicato il 21 Settembre 2025
Un libro per ricordare il “giudice ragazzino”
In occasione del 35° anniversario della morte di Rosario Angelo Livatino, Treccani pubblica il volume “Rosario Livatino tra diritto e fede”, a cura di Gaetano Armao, docente di Diritto amministrativo all’Università di Palermo. L’opera raccoglie e analizza due testi inediti e autografi del magistrato agrigentino, ucciso dalla mafia nel 1990.
I due documenti ritrovati
Il primo scritto è la tesi di perfezionamento in Diritto regionale, discussa il 21 aprile 1990, pochi mesi prima del suo assassinio.
Il secondo è l’orazione funebre del 12 settembre 1983, pronunciata durante i funerali del collega Elio Cucchiara, sostituto procuratore di Agrigento.
Attraverso queste pagine emerge con forza la visione di Livatino sul ruolo del magistrato. In particolare, l’orazione contiene un passaggio emblematico: «I magistrati possono dividersi in due categorie: quelli che dicono ‘la legge non vieta, quindi lo faccio’, e quelli che ragionano ‘la legge non autorizza, quindi non lo faccio’. La differenza tra queste due posizioni è la stessa che passa tra l’essere semplici operatori del diritto e l’essere operatori di giustizia».
L’impegno contro l’abusivismo edilizio
Nella sua tesi accademica, Livatino affronta il tema dell’abusivismo edilizio, definendolo come il risultato di una “condizione patologica” legata a leggi inadeguate e a controlli insufficienti.
Secondo il giovane magistrato, la mancanza di una politica territoriale chiara e la scarsa efficienza degli organi preposti alla vigilanza hanno favorito la diffusione del fenomeno in tutto il Paese.
Il modello di magistrato secondo Armao
Per il curatore del volume, Livatino ha incarnato l’ideale di “integerrimo servitore dello Stato”, fedele alla Costituzione, riservato e lontano dal protagonismo mediatico. La sua figura resta un punto di riferimento per chi considera la magistratura come missione e non come carriera personale.
Una figura attuale e viva nella memoria
Beatificato nel maggio 2021, Rosario Angelo Livatino continua a rappresentare un simbolo di legalità, fede e dedizione. Il nuovo volume non solo arricchisce la conoscenza della sua vita e del suo pensiero, ma conferma l’attualità di un uomo capace di unire diritto e giustizia in un’unica, profonda visione etica.

