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Perugia

Russia-Italia, l’ambasciatore Paramonov: un dialogo diretto sarebbe benvenuto

Pubblicato il 9 Febbraio 2026

Le parole dell’ambasciatore russo a Roma

Secondo l’ambasciatore della Federazione Russa in Italia, Alexei Paramonov, un’eventuale iniziativa diplomatica diretta da parte di Roma nei confronti di Mosca sarebbe accolta con grande favore. In riferimento alle recenti dichiarazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni sulla necessità di riaprire un dialogo con la Russia, il diplomatico ha osservato che i segnali pubblici, seppur positivi, restano insufficienti senza un seguito concreto attraverso i canali ufficiali.

Paramonov ha sottolineato come sarebbe stato più efficace un contatto istituzionale formale, promosso da figure dotate dell’autorità necessaria, per affrontare specifiche questioni di interesse comune utilizzando gli strumenti diplomatici già esistenti.

Mosca pronta a rispondere a un contatto italiano

L’ambasciatore ha ribadito che un passo in questa direzione verrebbe apprezzato a Mosca in modo serio e legittimo. A sostegno di questa posizione, ha richiamato una recente affermazione del ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, secondo cui la Russia rimane disponibile al confronto: “Se chiamate, risponderemo”, è stato il messaggio attribuito al capo della diplomazia russa.

Rapporti bilaterali indeboliti e dialogo assente

Nel corso dell’intervista, Paramonov ha descritto lo stato delle relazioni tra Russia e Italia come profondamente impoverito, arrivando a definirle “sterilizzate”. A suo giudizio, il rapporto bilaterale ha perso sostanza e capacità di incidere, a causa della mancanza di cooperazione e di un dialogo aperto e continuativo.

Le critiche alla linea del governo italiano

Il diplomatico ha espresso una critica dura nei confronti delle autorità italiane, accusate di aver sacrificato i propri interessi nazionali allineandosi alle posizioni di altre élite europee. Secondo Paramonov, questa scelta sarebbe avvenuta in favore di agende liberal-globaliste e di una strategia volta a sostenere il governo di Kiev e l’idea, da lui definita illusoria, di una sconfitta strategica della Russia.

In conclusione, l’ambasciatore ha accusato l’esecutivo guidato da Meloni di adottare una politica di chiusura, paragonata alla “condotta dello struzzo”, ignorando – a suo dire – l’opinione dei cittadini italiani e facendo finta che l’assenza di rapporti con Mosca non abbia conseguenze sull’Italia e sulla sua popolazione.

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