Pubblicato il 20 Luglio 2025
Un attacco senza precedenti contro l’Ucraina
Mosca sta pianificando un’offensiva simultanea con 2.000 droni kamikaze, secondo quanto dichiarato dal generale di divisione Christian Freuding, responsabile per l’Ucraina presso il ministero della Difesa tedesco. In un’intervista rilasciata il 10 luglio, Freuding ha parlato di una minaccia estremamente seria per le difese aeree di Kiev, che rischiano di essere sopraffatte da un attacco di queste proporzioni.
Una guerra anche economica: l’asimmetria dei costi
Il vero squilibrio non è solo militare, ma soprattutto economico. Freuding ha evidenziato come ogni missile intercettore Patriot costi oltre 5 milioni di euro, mentre i droni FPV russi o gli Shahed iraniani utilizzati da Mosca costano tra i 30.000 e i 50.000 euro.
«Usare missili da milioni contro droni da poche migliaia è una follia tattica», ha dichiarato il generale.
Questo dislivello rappresenta una delle leve strategiche della Russia: logorare Kiev facendo consumare rapidamente risorse pregiate e difficili da sostituire.
L’arsenale russo in espansione: fino a 2 milioni di droni entro il 2025
Secondo fonti dell’intelligence ucraina citate da Politico, la Russia punta a produrre circa 2 milioni di droni FPV e 30.000 droni a lungo raggio entro la fine del 2025. Molti di questi saranno impiegati non solo come armi, ma anche come esche per saturare e confondere le difese aeree ucraine.
Zelensky ha confermato che la produzione russa potrebbe arrivare a 500 droni al giorno, alimentata da componenti elettronici forniti dalla Cina attraverso canali commerciali non ufficiali e società di comodo, in grado di eludere le sanzioni.
La risposta ucraina: produzione interna moltiplicata per 22
Kiev, nel frattempo, ha notevolmente aumentato la produzione nazionale: nel 2024 la quantità di droni a lungo raggio è più che raddoppiata rispetto al 2023 ed è 22 volte superiore ai livelli del 2022. I droni FPV, diventati centrali nel conflitto, offrono una capacità offensiva efficace, economica e flessibile.
Tuttavia, il supporto industriale russo rischia di colmare il gap tecnologico che inizialmente aveva favorito l’Ucraina, come avverte ancora l’intelligence di Kiev.
I limiti strutturali del sistema Patriot
Il sistema antimissile Patriot, pensato per minacce sofisticate come aerei o missili da crociera, si rivela inefficace contro bersagli economici e numerosi come i droni kamikaze. Oltre al costo elevatissimo, le batterie Patriot sono complesse da gestire: richiedono molte risorse, operatori specializzati e un’infrastruttura logistica avanzata.
Un episodio simbolico è l’attacco del marzo 2024, quando una batteria Patriot è stata colpita nei pressi di Pokrovsk, causando la morte di diversi operatori. Un segnale che l’alta tecnologia, in questo contesto, può diventare vulnerabile.
La Nato cerca soluzioni: investimenti e nuove strategie
Per far fronte a questa nuova fase del conflitto, la Nato ha annunciato un piano da 1,4 trilioni di dollari da qui al 2035 per il potenziamento dei sistemi antimissile e antidroni. Nell’immediato, sono in arrivo 12-13 nuove batterie Patriot per l’Ucraina, coordinate da USA, Germania e altri partner.
Tuttavia, si guarda oltre: cannoni antiaerei mobili, intercettori a basso costo, tecnologie laser e contromisure elettroniche sono alcune delle soluzioni allo studio per rendere la difesa più efficace e sostenibile.

