Pubblicato il 9 Febbraio 2026
Le ipotesi di reato e le indagini della Procura
Un possibile attentato ai trasporti con finalità di terrorismo: sono queste le ipotesi su cui stanno lavorando i magistrati di Bologna in relazione ai sabotaggi che hanno colpito le linee ferroviarie sabato mattina, in coincidenza con l’avvio delle gare delle Olimpiadi di Milano-Cortina.
Il procuratore Paolo Guido ha affidato l’inchiesta al gruppo specializzato in terrorismo della Procura di Bologna. Un fascicolo sarà aperto anche dalla Procura distrettuale antimafia di Ancona per l’episodio avvenuto nello snodo ferroviario di Pesaro. Gli investigatori ritengono probabile che i diversi episodi siano riconducibili alla stessa mano.
Al momento non sono arrivate rivendicazioni, ma tra le piste al vaglio c’è quella della matrice anarchica, ipotesi ancora tutta da verificare, così come l’eventuale collegamento diretto con i Giochi olimpici.
I sabotaggi sulle linee strategiche
Gli episodi accertati sarebbero tre e hanno interessato nodi centrali per la rete ferroviaria nazionale.
Sulla linea Bologna-Padova è stato individuato e disinnescato un ordigno rudimentale posizionato nei pressi di uno scambio ferroviario. Sulla linea dell’Alta Velocità della stessa tratta, un altro dispositivo ha tranciato i cavi elettrici all’interno di un pozzetto, provocando il blocco della circolazione verso Venezia per diverse ore. A Pesaro, lungo la Bologna-Ancona, è andata a fuoco una cabina elettrica.
Le ripercussioni sono state pesanti, con ritardi e disagi che hanno interessato l’intera rete nazionale, proprio perché gli snodi coinvolti rappresentano punti strategici per il traffico ferroviario italiano.
Gli ordigni e le immagini al vaglio
Nel territorio bolognese sarebbero stati utilizzati dispositivi artigianali composti da bottiglie di plastica contenenti liquido infiammabile, collegate a un timer alimentato a batteria. Le immagini dei congegni sono state diffuse dai telegiornali nazionali e regionali.
Uno degli ordigni non è esploso: su questo elemento si stanno concentrando gli accertamenti della Digos di Bologna, nella speranza di ricavare indizi utili per risalire agli autori.
Sotto esame anche i filmati delle telecamere di sorveglianza nella zona della stazione di Castel Maggiore. L’analisi delle immagini risulta complessa a causa dell’orario in cui i dispositivi sarebbero stati collocati, intorno alle 6 del mattino, con condizioni di quasi totale assenza di luce.
La richiesta di risarcimento del Mit
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha annunciato che, una volta identificati i responsabili, presenterà una richiesta di risarcimento per i danni milionari causati dai sabotaggi.
In una nota ufficiale, il Mit ha parlato di azioni di “inammissibile gravità” che hanno provocato disagi a migliaia di passeggeri, ribadendo la volontà di agire con fermezza nei confronti degli autori per tutelare il sistema dei trasporti e gli utenti.

