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Sanità siciliana, via libera alla nuova Rete ospedaliera

Pubblicato il 12 Settembre 2025

Un piano per una sanità più equa e moderna

Un sistema più efficiente, vicino ai cittadini e capace di rispondere ai nuovi bisogni di salute: è questo l’obiettivo della nuova Rete ospedaliera della Sicilia, approvata dalla giunta regionale a Palazzo d’Orléans. Dopo il parere positivo della Conferenza permanente della Programmazione sanitaria, il documento passerà alla VI Commissione Salute dell’Ars, per poi tornare in giunta e successivamente approdare al ministero della Salute per l’approvazione definitiva.

Schifani: un lavoro condiviso

Il presidente della Regione, Renato Schifani, ha sottolineato come il piano rappresenti “un passo fondamentale verso una sanità più equa ed efficiente”, ringraziando l’assessore Daniela Faraoni, il dirigente generale Salvatore Iacolino e il presidente della VI Commissione, Giuseppe Laccoto, per il lavoro svolto.
Secondo Schifani, la riforma consentirà di garantire standard qualitativi uniformi in tutta la Sicilia, riducendo le disuguaglianze territoriali. Ha inoltre annunciato un incontro a Roma con il ministro della Salute, Orazio Schillaci, per il futuro del Centro di cardiochirurgia pediatrica di Taormina, che sarà integrato nella nuova rete.

Faraoni: un modello sanitario ripensato

L’assessore alla Salute Daniela Faraoni ha spiegato che la riorganizzazione tiene conto dei cambiamenti demografici e delle nuove esigenze sanitarie, con l’obiettivo di ridurre la migrazione sanitaria e garantire cure di qualità in tempi adeguati.
Il piano è frutto di un processo partecipato, che ha coinvolto manager delle aziende sanitarie, rettori universitari, sindaci, sindacati e la stessa Commissione Salute. L’assessore ha precisato che non si tratta solo di numeri, ma di una nuova visione integrata del sistema sanitario, coerente con gli standard nazionali ma rispettosa delle specificità del territorio.

I numeri della nuova rete

Negli ultimi dieci anni la popolazione siciliana è diminuita, e la sanità deve adattarsi rispettando i parametri ministeriali (DM 70/2015): 3 posti letto ogni 1.000 abitanti per acuti e 0,7 per lungodegenza e riabilitazione.
La nuova rete comprende 139 strutture ospedaliere pubbliche e private. Una delle novità più rilevanti è la valorizzazione degli ospedali periferici, trasformati in “Ospedali di rete integrata”, che offriranno servizi specialistici come oncologia, gastroenterologia, oculistica e cardiologia, evitando spostamenti lunghi per prestazioni non complesse.

Posti letto e potenziamento dei reparti

Grazie a un lavoro di razionalizzazione, da febbraio sono stati riattivati 308 posti letto inutilizzati. Inoltre, la riforma prevede:

  • +207 posti in oncologia
  • +47 in neurochirurgia
  • ulteriori incrementi in neurologia, ortopedia e medicina d’urgenza.

La riduzione programmata di 367 posti letto riguarderà solo quelli già inattivi o sottoutilizzati, senza effetti negativi sui servizi ai cittadini.

Emergenze e reti tempo-dipendenti

Il piano rafforza anche la gestione delle urgenze:

  • l’ospedale di Siracusa diventa Dea di II livello
  • l’ospedale di Patti viene promosso a Dea di I livello

Inoltre, viene potenziata la rete per infarti, ictus e traumi gravi, con nuovi punti di intervento nelle aree più carenti, per garantire a ogni cittadino cure salvavita nei tempi necessari.

Un sistema integrato territorio-ospedale

La nuova Rete ospedaliera non si limita agli ospedali ma include anche i servizi territoriali: case di comunità, centrali operative territoriali e ospedali di comunità lavoreranno in sinergia con i presidi ospedalieri. L’obiettivo è creare un sistema integrato capace di accompagnare il paziente in ogni fase del percorso di cura.

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