« Torna indietro

Santo Re, omicida non espulso: Corte d’assise di Catania respinge richiesta contro il Viminale

Pubblicato il 22 Febbraio 2026

Rigetto della citazione come responsabile civile

La Corte d’assise di Catania ha deciso di rigettare la richiesta di citare il Ministero dell’Interno come responsabile civile nel processo relativo all’omicidio di Santo Re.

La decisione riguarda l’istanza presentata dagli avvocati Alessandro Coco e Salvatore Leotta, che assistono la vedova e i familiari del pasticciere ucciso da un parcheggiatore abusivo.

Motivazioni della Corte

Secondo i giudici, “la responsabilità della pubblica amministrazione non trova alcuna copertura normativa”.

Al centro della richiesta vi era la tesi secondo cui, se Akbahue Innocent, 37enne dello Zimbabwe, immigrato irregolare in Italia, fosse stato espulso, il pasticciere non sarebbe stato ucciso il 30 maggio 2025 davanti al bar Quaranta, in piazza Mancini Battaglia, sul lungomare Ognina, dove lavorava la vittima.

Il contesto dell’imputato

L’imputato, arrestato dalla squadra mobile della Questura di Catania, è accusato di aver ucciso Santo Re con sei coltellate sembrerebbe, a causa del rifiuto della vittima, di dare denaro al parcheggiatore abusivo.

Dal 2007, Innocent ha ricevuto sei ordini di espulsione in Italia, tre dei quali solo a Catania a partire dal 2017, ma nessuno è stato eseguito.

La posizione degli avvocati

L’avvocato Coco ha dichiarato che, “se eliminiamo mentalmente la condotta omissiva dello Stato, non attivandosi e rimettendosi alla buona volontà dell’immigrato, la morte di Santo Re non si sarebbe verificata”.

Decisione finale

La Corte d’assise di Catania non ha condiviso questa valutazione sul piano normativo e ha quindi rigettato l’istanza di citazione a giudizio del Viminale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *