Pubblicato il 4 Febbraio 2026
L’intervento del procuratore aggiunto di Napoli
“Scampia liberata dai clan? È solo una favola”. Con parole nette e senza giri di parole, Sergio Amato, procuratore aggiunto di Napoli, è intervenuto durante la conferenza stampa in Procura successiva all’arresto di 15 affiliati al clan Raia, mettendo in discussione la narrazione di un quartiere definitivamente sottratto alla criminalità organizzata.
Rigenerazione criminale e pene inefficaci
Secondo Amato, il problema principale risiede in una rigenerazione costante dei gruppi criminali, favorita anche da un sistema sanzionatorio che non riesce a essere davvero incisivo.
“Alle attività di contrasto si affianca una eccessiva temporaneità delle pene – ha spiegato – che non consente di raggiungere gli obiettivi prefissati”.
Il magistrato ha sottolineato come condanne molto pesanti, anche di venti o trent’anni, finiscano spesso per essere ridotte drasticamente nel tempo a causa di diversi meccanismi normativi.
Un lavoro che ricomincia sempre da capo
Il risultato, secondo la Procura, è un ciclo che si ripete. “Nel giro di pochi anni ci ritroviamo a dover ripartire dalle stesse persone – ha concluso Amato – già processate e condannate con sentenze definitive non molto tempo prima”.
Una riflessione amara che riaccende il dibattito sulla reale efficacia delle politiche repressive e sulla necessità di interventi strutturali più duraturi per spezzare il legame tra criminalità organizzata e territorio. Fonte: LaPresse – Foto: fermo immagine intervista LaPresse

