Pubblicato il 16 Luglio 2025
Il Governatore della Sicilia difende la linea del governo regionale e annuncia misure strategiche
PALERMO, 16 luglio.
Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, in una doppia intervista al Giornale di Sicilia e alla Gazzetta del Sud, ha ribadito con fermezza che il governo regionale continuerà la sua azione politica, nonostante le recenti inchieste giudiziarie che hanno coinvolto membri del Parlamento e dell’esecutivo.
“Nessuna crisi politica, serve responsabilità”
Schifani invita la propria maggioranza a mostrare “senso di responsabilità” e, pur mantenendo riserbo sulle indagini in corso, apre alla possibilità di rivedere la delega dell’assessore Elvira Amata nel caso in cui dovesse essere rinviata a giudizio.
“Invito tutti a non strumentalizzare le inchieste per bloccare l’attività dell’Ars”, ha dichiarato Schifani.
Manovra finanziaria: 345 milioni per tre grandi priorità
Il Governatore ha illustrato i contenuti della manovra finanziaria in arrivo, definendola “fondamentale per il futuro della Sicilia”. Il piano si articola attorno a tre assi principali:
- Emergenze
- Welfare
- Sviluppo
Sono già stati stanziati 345 milioni di euro, così suddivisi:
- 10 milioni per contrastare il caro voli
- 10 milioni per il sostegno ai disabili
- 20 milioni per la gestione dei rifiuti all’estero, in attesa dell’entrata in funzione dei termovalorizzatori.
“I fondi disponibili devono essere orientati su misure strategiche”, ha spiegato Schifani, sottolineando che non ci sarà spazio per “mance” e microinterventi scollegati dalle priorità stabilite.
Indagini: rispetto per la giustizia e presunzione d’innocenza
Sulla posizione dell’assessore Amata e del presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, coinvolti in indagini, Schifani ha dichiarato: “Rispetto il principio di non colpevolezza fino a condanna definitiva”, precisando che “saranno valutate eventuali scelte politiche solo in caso di rinvio a giudizio su materie di loro competenza”.
Il Governatore ha inoltre denunciato il clima di fuga di notizie e la diffusione di intercettazioni “spesso decontestualizzate”, che rischiano di alimentare tensioni e sospetti infondati.
Verso la riforma del voto segreto
Schifani ha infine annunciato l’intenzione di presentare una norma per abolire o limitare l’uso del voto segreto, come già avviene al Senato per questioni legate ai diritti personali: “La Sicilia è l’unica regione dove il voto segreto può essere usato su tutto. Intendo limitarlo e chiederò alla maggioranza di votare con senso di responsabilità, anche se la norma stessa sarà esaminata col voto segreto”.

