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Sciacca, crisi della pesca: proteste per caro carburante. La richiesta di ristori

Pubblicato il 24 Marzo 2026

Sit-in al porto e richiesta di interventi urgenti

Questa mattina, al porto di Sciacca, si è svolta una protesta organizzata da armatori, pescatori e commercianti del comparto ittico, uniti per denunciare la grave crisi economica che sta colpendo il settore. La mobilitazione ha visto una partecipazione significativa di operatori locali, preoccupati per un futuro sempre più incerto.

Sempre meno pesce e costi in aumento

Alla base della protesta vi sono due problemi principali: da un lato, la progressiva diminuzione delle specie ittiche nel Canale di Sicilia, attribuita anche al surriscaldamento delle acque marine; dall’altro, il forte aumento del prezzo del gasolio, che rende spesso non sostenibili le uscite in mare.

Questa combinazione sta spingendo molti pescatori a lasciare i motopescherecci fermi in porto, poiché le battute di pesca risultano sempre meno redditizie.

La richiesta di ristori e il sostegno delle istituzioni locali

Da diversi mesi, gli operatori del settore chiedono misure di sostegno economico da parte della Regione e dello Stato, ritenute indispensabili per garantire la sopravvivenza della marineria locale.

A sostenere le rivendicazioni dei pescatori c’è anche il Comune, che si è schierato al loro fianco riconoscendo la centralità del comparto per l’economia del territorio.

Incontro con l’assessore regionale

Nelle prossime ore, una delegazione composta da rappresentanti delle cooperative locali sarà ricevuta dall’assessore regionale Luca Sammartino, nella foto d’apertura. L’incontro rappresenta un momento cruciale per discutere possibili soluzioni e ottenere risposte concrete alle richieste avanzate dal settore.

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