Pubblicato il 1 Luglio 2025
Operazione della Squadra Mobile: colti in flagrante due uomini a Catania
Nei giorni scorsi, la Polizia di Stato ha arrestato due uomini catanesi, colti in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’operazione si è conclusa con il sequestro dell’immobile in cui i due gestivano l’attività, offrendo persino ai “clienti” la possibilità di consumare la droga sul posto, in una delle stanze della casa.

Controlli nel quartiere San Cristoforo: scoperta una “piazza” protetta da porte blindate e telecamere
Durante le continue attività volte al contrasto dello spaccio, gli agenti della Sezione Antidroga della Squadra Mobile di Catania hanno individuato un appartamento sospetto nel quartiere San Cristoforo, caratterizzato da un via vai anomalo di persone.
L’immobile era dotato di porte blindate e di un sofisticato impianto di videosorveglianza, chiari indizi dell’attività illegale che vi si svolgeva. Nonostante queste misure difensive, i poliziotti sono riusciti a entrare, sorprendendo due uomini — uno di 34 anni e l’altro di 22 — intenti a spacciare e alcuni clienti che avevano già consumato droga.
Droga, contanti e materiali per il confezionamento: il sequestro
All’interno dell’appartamento, gli agenti hanno rinvenuto diverse tipologie di sostanze stupefacenti, tra cui:
- Circa 25 grammi di crack
- Quasi 10 grammi di cocaina
- 41 grammi di marijuana
Inoltre, sono stati trovati un bilancino di precisione, materiale per il confezionamento, un fornellino per la preparazione del crack, un block notes con nomi e cifre e una somma di circa 1.000 euro in contanti, ritenuta provento dello spaccio.
L’intero immobile, utilizzato come base operativa, è stato posto sotto sequestro.
Arresti domiciliari in attesa del giudizio: indagini ancora in corso
In presenza della flagranza di reato, i due uomini sono stati tratti in arresto, con l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, in attesa del giudizio direttissimo.
Si ricorda che i due indagati sono da considerarsi innocenti fino a condanna definitiva e che le indagini sono ancora in fase preliminare. Ulteriori accertamenti verranno eseguiti anche nell’interesse degli stessi indagati.

