Pubblicato il 22 Dicembre 2025
La norma approvata in commissione Bilancio
Nelle pieghe della manovra economica 2026 emerge una disposizione destinata ad avere un forte impatto su migliaia di lavoratori. Durante la lunga maratona di votazioni in commissione Bilancio è stato approvato un emendamento della maggioranza che introduce una forma di tutela per le aziende. La norma riguarda i datori di lavoro che applicano un contratto collettivo, anche quando le retribuzioni non risultano pienamente conformi all’articolo 36 della Costituzione, che sancisce il diritto a una paga proporzionata e dignitosa.
Cosa prevede l’emendamento inserito nella manovra
In base al nuovo testo, il datore di lavoro che, secondo un giudice, non ha retribuito adeguatamente i propri dipendenti non potrà essere condannato al pagamento delle differenze retributive o contributive per il periodo precedente al deposito del ricorso, se ha applicato lo standard salariale previsto da un contratto collettivo.
La tutela non vale nei casi di contratti pirata, ma si applica quando viene utilizzato un contratto considerato rappresentativo del settore o equivalente per tutele e area geografica. Il riferimento ai parametri di produttività del lavoro e agli indici del costo della vita rilevati dall’Istat è affidato alla valutazione del giudice.
Le critiche delle opposizioni
La misura riprende una vecchia proposta di Fratelli d’Italia, presentata in passato dall’ex sindaco di Catania Salvo Pogliese e poi esclusa dal decreto Ilva. La sua reintroduzione nella manovra 2026 ha però scatenato forti reazioni politiche.
Il Movimento 5 Stelle ha presentato un emendamento soppressivo in Senato, definendo la norma “di natura ordinamentale” e parlando di “un durissimo colpo ai diritti dei lavoratori”.
La posizione del Partito democratico
Dura anche la reazione del Partito democratico. La deputata e vicepresidente del Pd Chiara Gribaudo ha attaccato la maggioranza accusandola di negare il salario minimo, di aumentare di fatto l’età pensionabile e ora anche di sottrarre ai lavoratori le retribuzioni dovute. Secondo Gribaudo, la manovra contiene interventi che ridimensionano tutele e diritti, anziché rafforzarli.
L’allarme della Cgil
Critiche nette arrivano anche dalla Cgil, che vede nella norma un tentativo di rendere più difficile la tutela dei salari e il recupero dei crediti retributivi, senza alcun vantaggio concreto per i lavoratori.
La segretaria confederale Maria Grazia Gabrielli ha sottolineato come si utilizzi la legge di bilancio per intervenire su una materia estranea alla programmazione economica, andando inoltre contro le recenti sentenze della Corte di Cassazione sulla giusta retribuzione.
Secondo il sindacato, una norma già bocciata in passato viene ora riproposta sotto altra forma, limitando la possibilità per i lavoratori di ottenere quanto dovuto anche in presenza di salari giudicati non adeguati.

