Pubblicato il 24 Agosto 2024
Una storia terrificante da far ghiacciare il sangue nelle vene. Una donna 36enne di origini romene per almeno 6 anni è stata segregata, picchiata e ridotta in schiavitù dal compagno, che per lunghi periodi non le dava né cibo né acqua. Alla fine la donna è riuscita a scappare e denunciare il compagno, residente da tempo a Caserta, con l’accusa di sequestro di persona, riduzione in schiavitù ed estorsione. Tra l’altro già in passato l’uomo era stato arrestato per gravi maltrattamenti nei confronti della donna.
L’incubo durato 6 anni
La donna da diversi anni era costretta a sottostare alle violenze dell’uomo, così decise di scappare da Caserta. Nel 2017 però l’uomo riuscì a rintracciarla e la sequestrò, trascinandola a forza nella sua auto intimandole di non gridare e di non chiedere aiuto. In seguito la portò a Cutri, comune nel casertano, dove l’ha fatta vivere in schiavitù in condizioni pietose fino al 2023.
In tutti questi anni il compagno è diventato il suo aguzzino, costringendola a chiedere l’elemosina e a rubare e tenendola per molto tempo senza cibo né acqua. Tra l’altro se non portava a casa sufficiente denaro veniva violentemente picchiata e in un paio di occasioni sarebbe stata anche accoltellata, come dimostrerebbero le cicatrici ancora visibili alla testa.
La fuga
Alla fine del 2023 la donna è riuscita a scappare insieme a 2 dei suoi 4 figli minorenni, trovando rifugio nella casa di una cognata. L’uomo però non si è arreso, anzi, l’ha contattata via social intimandole di tornare e di consegnargli 25.000 euro, altrimenti si sarebbe vendicato non solo su di lei, ma anche sui familiari residenti in Svizzera.
La donna, ormai esasperata e senza alternative, ha deciso di rivolgersi alla Squadra mobile della Questura di Caserta denunciando tutto. La Procura di Napoli, al termine delle indagini, ha chiesto e ottenuto l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per l’uomo, individuato e trasferito al carcere di Santa Maria Capua Vetere.

