Pubblicato il 23 Ottobre 2025
Indagine coordinata dalla DDA di Catania
La Direzione Investigativa Antimafia (DIA), sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Catania, ha dato esecuzione a un decreto di sequestro beni emesso dal Tribunale di Catania – Sezione Misure di Prevenzione nei confronti di un soggetto ritenuto vicino al clan mafioso “Attanasio”, attivo nel territorio di Siracusa.
L’operazione è il risultato di approfondite indagini economico-patrimoniali, che hanno consentito di individuare un consistente patrimonio riconducibile all’indagato, incompatibile con i redditi dichiarati.
La decisione del Tribunale e la condanna del soggetto
La misura di prevenzione patrimoniale è stata disposta su proposta congiunta del Procuratore Distrettuale di Catania e del Direttore della DIA.
Il provvedimento ha riguardato un uomo, classe 1979, attualmente detenuto a seguito di condanna per associazione mafiosa ai sensi dell’art. 416 bis del codice penale, per la sua partecipazione al clan “Attanasio”, organizzazione criminale con base operativa a Siracusa.
Le indagini economiche e patrimoniali
Dalle verifiche della DIA è emerso che il soggetto e i suoi familiari non disponevano di redditi leciti tali da giustificare gli investimenti e il patrimonio posseduto.
Le analisi hanno inoltre rivelato una marcata sproporzione tra le entrate dichiarate e i beni accumulati, evidenziando la probabile origine illecita delle risorse.
Beni sequestrati per circa un milione di euro
Grazie al provvedimento, gli investigatori della DIA hanno posto sotto sequestro beni per un valore stimato di circa 1 milione di euro.
Tra questi figurano le quote di una società con sede a Siracusa, attiva nel settore della ristorazione, nella somministrazione di alimenti e bevande, e nella produzione di prodotti da forno.
Un segnale di costante attenzione contro la mafia
Il sequestro rientra nel quadro delle misure di contrasto alla criminalità organizzata sul piano patrimoniale e finanziario e conferma la ferma azione della Magistratura e della Direzione Investigativa Antimafia nel colpire le ricchezze illecite generate dalle organizzazioni mafiose.
L’operazione rappresenta un’ulteriore testimonianza dell’impegno dello Stato nel contrastare l’infiltrazione mafiosa nell’economia legale e nel recuperare risorse di provenienza criminale a favore della collettività.

