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Sequestro da 4 milioni di euro a imprenditori tra Palermo e Trapani

Pubblicato il 31 Marzo 2026

Indagine della Guardia di Finanza su bancarotta fraudolenta

I finanzieri del comando provinciale di Palermo hanno eseguito un sequestro di beni per un valore complessivo di circa 4 milioni di euro nei confronti di alcuni imprenditori attivi nel settore della produzione di calcestruzzo e della raccolta dei rifiuti.

L’operazione riguarda diverse attività operative in vari comuni delle province di Palermo e Trapani ed è collegata a un’indagine per bancarotta fraudolenta che vede quattro persone indagate.

Le presunte manovre per svuotare la società

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la società al centro dell’inchiesta — per la quale il Tribunale di Palermo aveva disposto l’apertura della liquidazione giudiziale — sarebbe stata coinvolta in una serie di operazioni finalizzate a sottrarre risorse e patrimonio aziendale.

Gli indagati avrebbero messo in atto condotte distrattive volte a trasferire beni e attività dell’impresa, come mezzi e appalti, a favore di altre società appartenenti allo stesso gruppo imprenditoriale.

Inoltre, sempre secondo l’accusa, ingenti somme di denaro sarebbero state trasferite ai vari soci, tutti appartenenti alla stessa famiglia proprietaria delle società coinvolte.

I movimenti di denaro ricostruiti dagli investigatori

L’analisi dei conti correnti societari condotta dalla Guardia di Finanza ha permesso di individuare un significativo flusso di denaro in uscita stimato in circa 4 milioni di euro.

Le somme sarebbero state movimentate attraverso diversi strumenti finanziari, tra cui:

  • bonifici bancari
  • emissioni di assegni
  • pagamenti telematici di stipendi
  • prelievi di contante

Parte di queste risorse, secondo gli investigatori, sarebbe stata trasferita nelle casse di un’altra società appartenente allo stesso gruppo.

Immobili e terreni acquistati tramite aste giudiziarie

Secondo la ricostruzione dell’accusa, il denaro sottratto alla società sarebbe stato utilizzato per creare una disponibilità finanziaria destinata all’acquisto di diversi beni immobili.

Attraverso la partecipazione ad aste giudiziarie, gli indagati avrebbero acquistato gran parte dei beni poi sottoposti a sequestro, tra cui:

  • tre fabbricati
  • quindici terreni

Gli immobili si trovano nei comuni di Palermo, San Cipirello, San Giuseppe Jato, Monreale, Carini e Mazara del Vallo.

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