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Sequestro di Cristina Mazzotti, fermato un condannato all’ergastolo

Pubblicato il 7 Febbraio 2026

È stato fermato nella notte dalla Squadra Mobile di Milano Giuseppe Calabrò, che si trovava a piede libero nonostante la condanna all’ergastolo in primo grado, pronunciata il 4 febbraio, per l’omicidio aggravato di Cristina Mazzotti.

Il sequestro e la morte di Cristina Mazzotti

La giovane fu rapita il 1° luglio 1975 a Eupilio, in provincia di Como. Secondo quanto accertato, venne segregata in una buca a Castelletto Ticino, in condizioni disumane, senza adeguata aerazione né possibilità di muoversi. Alla ragazza sarebbero state somministrate massicce dosi di tranquillanti ed eccitanti, circostanze che portarono volontariamente alla morte, avvenuta a Galliate, nel Novarese.

Il ruolo di Calabrò e i legami criminali

Calabrò faceva parte del commando responsabile del rapimento. La sua figura è riemersa anche in una recente indagine della DDA di Milano, condotta sempre dalla Squadra Mobile, relativa alle infiltrazioni della criminalità organizzata calabrese nel tifo organizzato di Inter e Milan. Questo contesto ha rafforzato le esigenze cautelari alla base del fermo.

Il fermo dopo la condanna all’ergastolo

Nonostante la sentenza della Corte d’Assise di Como, Calabrò era rimasto libero in attesa dei successivi gradi di giudizio. Il fermo è stato disposto dai pubblici ministeri Paolo Storari, Pasquale Addesso e Stefano Ammendola, alla luce di quanto emerso dall’inchiesta denominata “Doppia Curva”.

Il pericolo di fuga

Secondo gli inquirenti, Calabrò vantava e vanta tuttora una fama criminale che gli consentirebbe di interloquire su un piano di superiorità con esponenti di primo piano della criminalità calabrese, sia al Nord sia in Calabria.
Questa rete di contatti, si legge nel provvedimento, gli garantirebbe appoggi logistici e patrimoniali, tali da favorire una possibile latitanza e assicurargli impunità per il gravissimo reato.

Il pericolo di fuga è stato ritenuto concreto e attuale, anche alla luce del fatto che l’uomo aveva prenotato un volo da Milano a Reggio Calabria per la mattina successiva alle 8.35, elemento decisivo che ha portato al fermo immediato.

Fonte: Ansa.it

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