Pubblicato il 14 Novembre 2025
Un rapimento brutale per un presunto debito
Un ragazzo di 17 anni, residente a Landriano, in provincia di Pavia, ha vissuto un vero incubo lo scorso 2 marzo: è stato rapito, trascinato a forza in un’auto e picchiato ripetutamente, per poi essere rilasciato dopo ore di segregazione nella periferia di Milano.
Secondo le prime ricostruzioni, i due aggressori avrebbero agito per recuperare un presunto debito di 5mila euro, somma che avrebbero preteso come riscatto.
Il minore è stato minacciato, derubato del cellulare e tenuto sotto controllo per diverse ore, impossibilitato a chiedere aiuto.
Gli arresti dopo otto mesi di indagini
L’11 novembre, a distanza di otto mesi dal sequestro, i carabinieri di Landriano e del nucleo investigativo di Pavia hanno arrestato i due presunti responsabili. I giovani, già noti alle forze dell’ordine, sono accusati di sequestro di persona a scopo di estorsione e rapina.
Gli investigatori stanno ancora verificando se l’intera vicenda sia collegata a un contesto di spaccio di droga e a un eventuale debito non saldato.
Quel che appare certo dalle indagini è che si sia trattato di un rapimento vero e proprio, accompagnato da violenze fisiche e continue minacce.
Il viaggio forzato e la liberazione nella periferia milanese
Il 17enne è stato caricato con la forza su un’auto a noleggio, picchiato e privato del cellulare – con ogni probabilità per impedirgli di contattare qualcuno.
Dopo il rapimento, i due giovani lo hanno trasportato da Landriano fino alla periferia sudovest di Milano, dove lo hanno trattenuto per ore continuando a intimidirlo.
La vittima è stata infine liberata in piazza Bilbao, tra i quartieri Barona e San Cristoforo.
Custodia cautelare in carcere
I due arrestati sono stati fermati nella mattinata dell’11 novembre e, vista la gravità delle accuse, per loro è stata disposta la custodia in carcere. Entrambi sono stati trasferiti nella casa circondariale di Pavia.

