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serial killer

L’architetto con 92 pistole: catturato il serial killer definito “Il demone che cammina fra noi” (VIDEO)

Pubblicato il 15 Luglio 2023

È stato arrestato giovedì notte il presunto serial killer di Gilgo Beach, la spiaggia di Long Island a un’ora scarsa da Manhattan dove, fra il 2010 e il 2011, vennero ritrovati i resti di undici cadaveri: nove giovani donne, per lo più prostitute, ma anche un uomo e una bambina.

L’architetto Rex Heuermann, 59 anni, residente non distante e impiegato a Manhattan, è stato incriminato per la morte di almeno tre delle donne, forse di una quarta, ma le autorità ritengono improbabile che possa essere l’autore di tutti gli omicidi.

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Il mistero era emerso nel 2010, insieme con il cadavere di una delle vittime rinvenuto in quella striscia di sabbia affacciata sull’Atlantico e costeggiata dalla Ocean Parkway: qui, nel dicembre 2010, durante una perlustrazione con il proprio cane poliziotto, un agente aveva ritrovato il corpo di Melissa Barthelemy, una prostituta scomparsa l’anno prima.

Due giorni dopo le autorità avevano rinvenuto i resti di altre tre donne poi, verso la fine dell’anno, la stessa spiaggia aveva restituito il corpo di Valerie Mack, una madre 24enne del New Jersey che si manteneva lavorando come escort e che era scomparsa vent’anni prima.

Nei mesi successivi vennero poi ritrovati altri sei corpi: quattro donne, un uomo e una bambina di due anni uccisa insieme con la sua mamma, tutti misteri ancora irrisolti.

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Il caso aveva terrorizzato i residenti e generato un’enorme attenzione mediatica, culminata nel 2020 con un film Netflix, Lost Girl, che aveva riacceso la luce su un caso che la polizia non aveva mai abbandonato: per un decennio numerosi detective della polizia locale, statale e federale si erano alternati sulle tracce del serial killer, senza successo.

Finché a marzo del 2022 gli investigatori scoprirono che l’architetto Rex Heuermann, già finito sotto osservazione insieme con alcuni uomini che vivevano in un’area di Massapequa Park da cui erano partite diverse telefonate alle donne uccise, aveva un pickup Chevrolet Avalanche come quello che un testimone aveva visto sul vialetto di una delle vittime poco prima che scomparisse.

Da quel momento gli agenti hanno ristretto ulteriormente il cerchio, riannodato i fili, cercato di mettere insieme tutti gli indizi che potessero ricondurre a quell’uomo che, a detta dei compagni di scuola, aveva sempre vissuto una vita riservata, lontano dai radar.

A incastrare Heuermann, secondo l’accusa, sarebbero stati una cinta con le iniziali trovata attorno a una delle vittime, ma anche le tracce lasciate dai cellulari usa e getta che usava per contattare le donne poco prima della loro scomparsa, spesso chiamando da un’area vicina a casa o al suo ufficio sulla 36esima strada e la Fifth Avenue di Manhattan: da qui aveva chiamato anche la sorella di Barthelemy, Amanda, nel luglio 2009, domandole se pensava che la avrebbe mai rivista.

E poi c’era il suo Dna, prelevato sulla crosta di una pizza e che combacerebbe con quello trovato su uno dei cadaveri, e il Dna prelevato da alcune bottiglie trovate nell’immondizia che combacerebbe con quello di capelli rinvenuti su uno dei corpi: i capelli, a quanto pare, sarebbero appartenuti alla moglie che, al momento dei tre omicidi, era all’estero.

Negli ultimi mesi Heuermann aveva incominciato a sentire il fiato sul collo e “cercava ossessivamente” su internet novità sugli omicidi di Gilgo Beach e i nomi di alcune delle donne, ascoltava podcast sul caso e guardava documentari.

È stato così che gli investigatori alla fine lo hanno incastrato, incriminandolo venerdì per la morte di Melissa Barthelemy, Amber Lynn Costello e Megan Waterman, scomparse fra il 2009 e il 2020 e i cui corpi sono stati rinvenuti fra la sabbia di Gilgo Beach a qualche centinaio di metri l’uno dall’altro, avvolti in sacchi mimetici da caccia.

Tutte e tre avevano vent’anni e lavoravano come escort, così come Maureen Brainard-Barnes, una 25enne scomparsa nel 2007 e ritrovata poco distante, seppellita in modo simile: per la sua morte Heuermann non è ancora stato incriminato, ma – dato il modus operandi, ha scritto l’assistente del procuratore distrettuale della Contea di Suffolk, Allen Bode – è considerato il sospetto principale.

“Rex Heuermann è un demone che cammina fra noi, un predatore che rovina le famiglie”, ha dichiarato il commissioner della contea, Rodney Harrison, specificando che gli investigatori sono sempre stati convinti di poter risolvere il caso.

A casa sua, una villetta rossa malmessa a Massapequa Park, ad appena venti minuti di distanza da Gilgo Beach, dove viveva fin da bambino, gli agenti hanno rinvenuto le licenze per 92 pistole, immagini pedopornografiche, sadiche ricerche su internet.

Venerdì Heuermann è comparso in aula in manette, ha parlato a bassa voce, si è identificato, ma il suo avvocato ha negato ogni responsabilità.

Data “l’estrema depravazione delle accuse”, ha spiegato il giudice Richard Ambro, non gli è stata concessa la cauzione.

“Non pensavo che avrebbero mai trovato questa persona”, ha commentato Amy Brotz, cugina di Barthelemy, dopo l’annuncio delle autorità, sentendo qualcosa di molto vicino a un senso di chiusura per questa storia dolorosa.

“Siamo felici di vedere che il caso avanza”, ha affermato invece John Ray, avvocato delle famiglie di altre due vittime identificate, Shannan Gilbert e Jessica Taylor.

Proprio la scomparsa di Gilbert, una prostituta svanita nel nulla nel 2010, aveva innescato la ricerca che aveva portato alla scoperta del corpo di Barthelemy, e poi delle altre dieci vittime di Gilgo Beach.