Pubblicato il 23 Gennaio 2026
Schifani annuncia la ripartenza delle liquidazioni regionali
La Regione Siciliana riattiva i pagamenti verso i propri creditori e introduce una svolta strutturale nella gestione della spesa pubblica. Le liquidazioni non saranno più sospese in attesa del riaccertamento ordinario dei residui, superando una criticità che per anni ha rallentato i flussi finanziari. A renderlo noto è il presidente della Regione, Renato Schifani, che rivendica il risultato come frutto di un nuovo meccanismo adottato dall’attuale governo regionale.
Uffici di nuovo operativi con i capitoli di bilancio
Con l’avvio del nuovo anno finanziario e la riattivazione dei capitoli di bilancio, gli uffici regionali possono tornare a effettuare i pagamenti. Da ora è possibile liquidare sia le somme impegnate e già liquidate nel corso del 2025, sia quelle che diventeranno esigibili nei primi mesi del 2026, facendo riferimento ai residui.
Le risorse immediatamente disponibili ammontano a 310 milioni di euro per il solo 2025, ma il volume complessivo cresce fino a circa un miliardo di euro se si includono le liquidazioni relative agli esercizi precedenti.
Sbloccati 3,5 miliardi senza attese burocratiche
L’innovazione più rilevante riguarda le somme già impegnate ma non liquidate entro il 31 dicembre 2025. Parliamo di 3,5 miliardi di euro che, una volta diventati esigibili su richiesta dei creditori, potranno essere pagati immediatamente, senza più attendere il completamento delle verifiche contabili legate al rendiconto.
Un obiettivo strategico per il governo regionale
«Pagare le imprese rapidamente, una volta verificati i presupposti, è sempre stato un obiettivo centrale della mia azione di governo», sottolinea Schifani. «Questo consente agli imprenditori di lavorare senza rallentamenti e contribuisce concretamente alla crescita economica».
Il presidente evidenzia inoltre il valore sistemico della riforma: la Sicilia entra in una fase di normalizzazione, nella quale non resteranno più risorse bloccate a causa di procedure contabili, garantendo continuità finanziaria e maggiore certezza per il tessuto produttivo regionale.

