Pubblicato il 12 Giugno 2025
La versione dell’assessore regionale alla Salute, Daniela Faraoni
Non si è trattato di un disservizio sanitario, ma di un errore nella prescrizione e nella prenotazione da parte del paziente. Lo ha chiarito l’assessore regionale alla Salute, Daniela Faraoni, intervenendo sul caso denunciato dal deputato regionale del M5S, Carlo Gilistro, relativo alla lunga attesa per una PET da parte di un cittadino di Siracusa.
«Se il paziente avesse effettuato oggi la prenotazione, avrebbe trovato disponibilità già per il 18 giugno presso l’ospedale di Siracusa», ha spiegato l’assessore, esprimendo rammarico per la diffusione di notizie fuorvianti che screditano l’intero sistema sanitario pubblico e chi vi lavora quotidianamente.
Ricostruzione del caso: cosa è successo
Dall’analisi dei fatti, è emerso che il paziente non si è rivolto direttamente all’ASP di Siracusa, che avrebbe potuto fornirgli una prenotazione nei tempi adeguati. Al contrario, l’utente si è affidato al sovraCup, sistema di prenotazione centralizzato, ottenendo un appuntamento per il 14 novembre in una struttura privata accreditata della provincia di Palermo.
La clinica privata ha rilevato un’anomalia nella prenotazione e ha tentato invano di contattare l’utente. Solo recentemente è riuscita a parlargli, scoprendo che la scelta della data a novembre era legata a un consiglio ricevuto durante una visita specialistica a maggio, che suggeriva un controllo semestrale. Solo in seguito il paziente ha manifestato l’intenzione di anticipare la visita.
Prescrizione medica non corretta e prenotazione indirizzata altrove
L’ASP di Siracusa ha inoltre verificato che la ricetta del medico riportava un codice regionale e un quesito diagnostico non perfettamente coerenti, fatto che ha spinto il sovraCup a indirizzare la prenotazione verso una struttura privata di più alta specializzazione nel Palermitano.
Un caso isolato strumentalizzato
Secondo l’assessore Faraoni, quanto accaduto non è da considerarsi una prova di malfunzionamento del sistema sanitario. Al contrario, evidenzia come errori individuali e mancanza di comunicazione possano generare fraintendimenti e strumentalizzazioni politiche che ledono la credibilità del servizio sanitario pubblico e dei suoi operatori.
«Il personale sanitario lavora 24 ore su 24, 7 giorni su 7 – ha concluso l’assessore – e merita rispetto, non accuse infondate».

