Pubblicato il 2 Marzo 2026
Una decisione maturata nel tempo
Alfonso Signorini annuncia il suo addio alla direzione editoriale di Chi con un messaggio diretto ai lettori: “Care lettrici, cari lettori, vi saluto. È arrivato il momento di farmi da parte”.
La scelta, condivisa con il Gruppo Mondadori, non è improvvisa. Nasce da una riflessione iniziata già nel 2023, quando il giornalista ha iniziato ad avvertire che il lavoro, per anni al centro della sua vita, non rappresentava più la priorità assoluta.
Signorini, alla guida del settimanale dal 2006 al 2023 e collaboratore fin dagli anni Novanta, spiega che il cambiamento è stato interiore e graduale. La pandemia ha trasformato le sue abitudini e il suo modo di vivere, portandolo a interrogarsi sul senso del proprio percorso professionale. Un’inquietudine silenziosa, che con il tempo ha reso “più faticosi gli entusiasmi e meno luminose le giornate”.
Il confronto con Marina Berlusconi
Circa tre anni fa, Signorini ha deciso di parlare apertamente del suo stato d’animo in azienda. Voleva lasciare il giornale e aprire un nuovo capitolo della sua vita.
Dal dialogo con Marina Berlusconi è nata inizialmente una soluzione intermedia: affidare la direzione operativa al suo storico collaboratore, Massimo Borgnis, mantenendo però la direzione editoriale per garantire continuità e preservare il legame con i lettori.
Negli ultimi tre anni, definiti da Signorini “costruttivi ed entusiasmanti”, quella voce interiore non ha mai smesso di farsi sentire. Da qui la decisione definitiva: chiudere un lungo capitolo professionale per ricominciare altrove.
I ringraziamenti e il ricordo di Silvio Berlusconi
Nel suo saluto, Signorini dedica parole di profonda stima a Marina Berlusconi, sottolineandone lungimiranza, pragmatismo e buon senso, qualità che – afferma – la rendono simile al padre, Silvio Berlusconi, ricordato come “un uomo unico”.
Un ringraziamento sentito va anche ai vertici del gruppo editoriale, alla redazione e soprattutto ai lettori, che in questi anni lo hanno accompagnato con affetto. Conserverà tutte le lettere, le mail e i messaggi ricevuti nei momenti più difficili e in quelli più felici della sua vita, segni concreti di un rapporto costruito sulla fiducia.
Il “caso Corona” e la difesa della propria professionalità
Signorini chiarisce con fermezza che il cosiddetto “caso Corona” non ha avuto alcuna influenza sulla decisione, maturata da tempo. Sul punto è netto: “Lo squallore si commenta da solo”.
Pur evitando ulteriori dettagli, accenna all’esistenza di un “sottoscala” fatto di menzogne e cattiverie, contrapposto a un mondo più ampio e positivo da raccontare. Difendere la propria professionalità e la propria persona resta per lui fondamentale, ma promette che ci sarà un momento più adatto per approfondire.
Per ora, la priorità è un’altra: voltare pagina e iniziare una nuova fase della sua vita, con la stessa chiarezza e onestà che, assicura, hanno sempre contraddistinto il suo rapporto con i lettori. Fonte: Ansa

