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Sindaco di Resuttano ai domiciliari: bufera su appalti pubblici

Pubblicato il 4 Giugno 2025

Inchiesta della Procura di Caltanissetta: coinvolti anche tecnici comunali e imprenditori

RESUTTANO, 4 giugno 2025. Il sindaco di Resuttano, in provincia di Caltanissetta, Rosario Carapezza, è finito agli arresti domiciliari con l’accusa di turbata libertà degli incanti e falso ideologico in relazione ad alcuni appalti pubblici.

Indagini dei carabinieri e otto persone coinvolte

L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Caltanissetta e condotta dai carabinieri, coinvolge otto persone tra amministratori, tecnici comunali, liberi professionisti e imprenditori. Al centro delle indagini ci sarebbero manipolazioni nei sorteggi per l’assegnazione degli appalti, mirate a favorire un’impresa specifica.

Misure cautelari per funzionari e professionisti

Oltre al primo cittadino, recentemente eletto anche consigliere provinciale, sono finiti nel mirino:

  • Giuseppe Barbieri, responsabile unico del procedimento (RUP), destinatario della misura di sospensione per un anno dai pubblici uffici
  • I dipendenti comunali Antonino Geraci e Antonino Genduso, anch’essi sospesi per un anno
  • I liberi professionisti Gandolfo Diprima, Marilena Diprima e Mario D’Anna, assoggettati al divieto di contrattare con la pubblica amministrazione per 12 mesi
  • L’imprenditore Salvatore Castaldo, sottoposto alla stessa interdizione

Accuse gravi e clima teso in municipio

Le accuse principali mosse dalla Procura riguardano il tentativo di alterare il regolare svolgimento delle gare d’appalto, compromettendo la trasparenza e l’imparzialità dell’azione amministrativa. L’indagine ha scosso profondamente il clima politico locale, gettando un’ombra sulle recenti attività del Comune.

Rosario Carapezza, è difeso dall’avvocato Giuseppe Dacquì. Fonte Ansa

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