Pubblicato il 30 Settembre 2025
La richiesta dello stato di calamità naturale
I pescatori di Sciacca (Agrigento) questa mattina, 30 settembre, hanno organizzato un sit-in davanti al Palazzo dei Normanni di Palermo, sede dell’Ars, per richiamare l’attenzione sulla profonda crisi che sta investendo l’intero comparto ittico.
In un documento consegnato all’assessore regionale all’Agricoltura e Pesca Mediterranea, Luca Sammartino, nella foto d’apertura, è stata avanzata la richiesta di riconoscere lo stato di calamità naturale per tutte le imprese che operano nella filiera del pesce.
Un settore in difficoltà
Il settore della pesca vive un momento di forte sofferenza, aggravato dalla drastica riduzione delle risorse ittiche nel Canale di Sicilia. Alla protesta hanno preso parte non solo i pescatori e gli armatori, ma anche i commercianti di pesce, anch’essi penalizzati dal calo degli approvvigionamenti e dal conseguente crollo dei volumi di vendita.
Al fianco dei lavoratori erano presenti il sindaco di Sciacca, Fabio Termine, e i consiglieri comunali, a testimonianza della gravità della situazione.
Le richieste avanzate alla Regione
Oltre al riconoscimento dello stato di calamità naturale, le cooperative che rappresentano il settore hanno presentato una serie di proposte per affrontare l’emergenza. Tra le misure richieste:
- Istituzione di un fondo di solidarietà
- Ristori economici a favore delle imprese
- Esonero dalle accise sui carburanti
- Accesso agevolato al credito
- Sgravi fiscali e contributivi
- Aiuti per l’ammodernamento delle attrezzature
Secondo gli operatori, solo un intervento immediato e strutturale da parte della Regione potrà garantire la sopravvivenza e il rilancio di una delle attività economiche più importanti per Sciacca e l’intera costa siciliana.

