Pubblicato il 5 Settembre 2023
*Sulla polemica dei souvenir di stampo mafioso, interviene anche l’assessore regionale alle Attività Produttive, Edy Tamajo. Ieri c’era stata la comunicazione della decisione dell’assessore alle Infrastrutture e alla mobilità Alessandro Aricò sul divieto di vendita di questo genere di gadget sui traghetti tra Messina e Villa San Giovanni. Ovviamente, sempre ieri, commentavo che resta il problema gigantesco, perché una volta sbarcati sull’Isola, i turisti troveranno in quasi tutti i negozi di souvenir – in bella mostra – svariati e variopinti gadget di ‘stampo mafioso’.
Ma questa, dicevo, è una questione di mercato, di cultura di immagine della Sicilia sulla quale l’assessore Aricò, nulla o poco può, almeno per quanto riguarda gli shop di souvenir e quello che decidono di vendere. Oggi, arriva quest’altro intervento dell’assessore Edy Tamajo. Segnali, comunque apprezzabili anche se, come ho già scritto – riferendomi all’assessore Aricò – ad essere così ottimisti sugli stereotipi che mortificano il riscatto dei siciliani come ormai appartenenti al passato, più di qualche dubbio rimane. La strada è lunga Aricò, e lo sappiamo, concetto che estendo anche all’appello dell’assessore Edy Tamajo. *Gennaro Giacobbe, direttore Dayitalianews
Era stato il vicepresidente della Commissione Antimafia Ismaele La Vardera a richiedere l’intervento dell’assessore alle Infrastrutture e alla Mobilità della Regione Siciliana, Alessandro Aricò in seguito al video diffuso dall’artista Mario Incudine che ritraeva, su un traghetto, gadget lesivi dell’immagine della Sicilia che rappresentano questa come la terra di boss: “u mafiusu”, “il tagliere del padrino”, “sexy mafiosi”. Comunque si tratta di un segnale, apprezzabile, anche se,
Le dichiarazioni e l’appello dell’assessore Edy Tamajo
“Non posso che essere d’accordo con l’iniziativa del collega di giunta Alessandro Aricò per rimuovere i souvenir di stampo mafioso in vendita sui traghetti tra Messina e Villa San Giovanni”. Lo dice l’assessore regionale alle Attività produttive Edy Tamajo.
“Questi gadget – aggiunge Tamajo – riportano immagini e scritte lesive della dignità dei siciliani onesti e laboriosi. Non si può accettare l’idea di rappresentare una parodia grottesca e di basso profilo dell’Isola per attrarre i turisti, consegnando un’immagine fortemente negativa che allude palesemente alla violenza e alla criminalità. Dopo stragi, vittime e impegno per isolare la cultura mafiosa, è triste constatare che la stessa e i suoi simboli possano diventare protagonisti, sia pure ironicamente, di vari souvenir”.
L’appello
“Rivolgo un appello ai commercianti di tutta la Sicilia perché evitino di vendere una tipologia di prodotti che oltre a essere offensiva, è irrispettosa e mortificante nei confronti della Sicilia intera. È un gesto importante per affermare la totale estraneità a qualunque versione dell’apologia del fenomeno mafioso e offrire la giusta immagine dell’Isola”, conclude l’assessore. LEGGI ANCHE: POLEMICA SUI SOUVENIR DI STAMPO MAFIOSO, L’ASSESSORE ARICÒ: “MAI PIÙ SUI TRAGHETTI”

