Pubblicato il 12 Novembre 2025
La lite degenerata in pochi minuti
Una banale discussione trasformatasi in tragedia nel giro di pochi istanti. È quanto accaduto nel pomeriggio di lunedì 11 novembre in via della Roggia a Udine, dove una violenta lite tra due gruppi familiari è sfociata in una sparatoria.
Secondo le prime ricostruzioni, lo scontro è iniziato intorno alle 18, nella zona del macello. A fronteggiarsi sarebbero stati due fratelli da una parte e un padre con i suoi due figli dall’altra, tutti appartenenti a famiglie nomadi già note alle forze dell’ordine.
Dopo un alterco iniziale, in cui uno dei presenti sarebbe stato minacciato con un taglierino alla gola, la situazione è precipitata. Nel giro di pochi minuti, un uomo ha estratto una pistola e ha iniziato a sparare diversi colpi in strada, mentre i familiari cercavano di intervenire.
Quattro feriti e un ricercato
Il bilancio della sparatoria è pesante: quattro uomini feriti, di cui uno in condizioni gravissime, mentre il presunto autore degli spari è in fuga.
Le vittime più gravi sarebbero il padre e i suoi due figli, di 28 e 38 anni, colpiti da più proiettili e soccorsi sul posto dal personale del 118. Trasportati d’urgenza all’ospedale, lottano ora tra la vita e la morte.
Un quarto uomo, risultato essere il fratello del presunto aggressore, si è presentato autonomamente al pronto soccorso poco dopo l’accaduto. Le sue ferite non sarebbero gravi.
Secondo i testimoni, sarebbero stati esplosi una decina di colpi, ma non è ancora chiaro quanti abbiano effettivamente raggiunto i bersagli. Dopo aver sparato, l’uomo avrebbe fatto perdere le proprie tracce, facendo scattare una massiccia caccia all’uomo da parte della polizia.
L’ipotesi del regolamento di conti
Gli investigatori della Squadra Mobile di Udine stanno ora cercando di ricostruire l’esatta dinamica di quanto accaduto e individuare il movente della lite. Secondo una delle ipotesi più accreditate, potrebbe essersi trattato di un regolamento di conti legato a vecchie tensioni tra le due famiglie.
Alcuni testimoni avrebbero raccontato che entrambi i gruppi erano armati e che chi ha aperto il fuoco non avrebbe avuto l’intenzione di uccidere, ma solo di intimidire. Tuttavia, la violenza della sparatoria e la gravità dei feriti rendono la posizione del ricercato sempre più delicata.
Se uno dei feriti dovesse morire, per l’uomo in fuga l’accusa potrebbe aggravarsi fino all’omicidio. Nel frattempo, le forze dell’ordine hanno esteso i controlli ad altri campi nomadi della zona, nella speranza di rintracciarlo al più presto.
Le parole del sindaco di Udine
Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Udine, Alberto Felice De Toni, che ha espresso vicinanza alle forze dell’ordine e fiducia nel loro operato:
“In queste ore delicate è doveroso ribadire la piena fiducia nelle istituzioni preposte alla sicurezza. Sono in contatto costante con il prefetto: le forze dell’ordine stanno lavorando con competenza e tempestività per chiarire la dinamica dei fatti. Il nostro compito è sostenere il loro lavoro e garantire alla cittadinanza la nostra presenza.”
Mentre la città resta scossa da questo episodio di violenza improvvisa nel cuore del centro urbano, la polizia continua a indagare per ricomporre il puzzle di una lite familiare degenerata in una vera e propria sparatoria da far west.
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