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STMicroelectronics: il polo di Catania al centro della nuova strategia industriale

Pubblicato il 2 Aprile 2026

Un hub strategico oltre l’auto elettrica

Il sito di Catania di STMicroelectronics non è più soltanto un centro produttivo né una semplice scommessa legata all’auto elettrica. Nel nuovo piano industriale, il polo siciliano si candida a diventare un punto di riferimento globale per le tecnologie di potenza, con applicazioni che spaziano dall’energia ai data center, fino all’intelligenza artificiale, alla robotica, all’industria avanzata e al settore spaziale.

Questa visione è emersa durante un incontro presso l’assessorato alle Attività produttive della Regione Siciliana, in cui sono state illustrate le prospettive future del sito etneo, confermandone il ruolo centrale nelle attività di ricerca, sviluppo e produzione.

Un piano industriale con orizzonte 2034

Il progetto presentato guarda al lungo periodo: l’orizzonte temporale arriva fino al 2034, con l’obiettivo di consolidare Catania come uno dei pilastri della strategia globale del gruppo.

Il piano si inserisce in un contesto di forte trasformazione del mercato, influenzato da fattori come:

  • la crescita della computing power e del cloud
  • l’espansione dell’intelligenza artificiale
  • l’evoluzione dell’energy management
  • le dinamiche geopolitiche e la competizione internazionale

In questo scenario, il polo catanese assume un ruolo chiave nella transizione industriale dell’azienda.

Il cuore dell’investimento: il carburo di silicio

Uno degli elementi centrali del progetto è lo sviluppo della tecnologia basata sul carburo di silicio da 200 millimetri.

Per il periodo 2025-2032 è prevista:

  • una capacità produttiva fino a 15.000 wafer a settimana
  • un investimento complessivo di 5,1 miliardi di euro
  • 2 miliardi di contributi pubblici, tra governo nazionale e Regione Siciliana

Questo investimento potrebbe generare tra 2.000 e 3.100 nuovi posti di lavoro altamente qualificati.

Le fasi di sviluppo e gli obiettivi produttivi

Il piano complessivo per il sito ammonta a 5,8 miliardi di euro e si sviluppa in più fasi:

  • Fase 1: raggiungere 5.000 wafer a settimana entro il quarto trimestre 2028
  • Obiettivo intermedio: 2.000 wafer entro il secondo trimestre 2027
  • Fasi 2 e 3: espansione fino a 15.000 wafer settimanali, legata alla domanda di mercato

Attualmente, l’azienda è concentrata sulla prima fase, che prevede una crescita della capacità produttiva superiore al 200%.

La condizione chiave: l’accordo sull’acqua

Nonostante le prospettive positive, esiste un vincolo determinante: la firma del contratto di fornitura idrica con Sidra entro giugno.

L’azienda ha chiarito che senza questo accordo gli investimenti non potranno proseguire, rendendo la questione infrastrutturale un passaggio cruciale per il futuro del progetto.

Occupazione e impatto sul territorio

Negli ultimi anni il polo ha già registrato una crescita significativa:

  • da 4.481 addetti nel 2020
  • a 5.469 nel 2025

Le previsioni indicano una nuova espansione a partire dal 2030, con un totale compreso tra 7.500 e 8.500 occupati entro il 2034.

Le organizzazioni sindacali hanno espresso soddisfazione per le garanzie su investimenti e occupazione, ma hanno anche sottolineato l’urgenza di risolvere le criticità locali, in particolare quella legata alla gestione delle risorse idriche.

Una seconda gamba per il futuro

L’obiettivo strategico è chiaro: ridurre la dipendenza dal settore automotive e diversificare verso ambiti a più alto potenziale di crescita.

In questo senso, il polo di Catania si configura come uno snodo fondamentale per lo sviluppo tecnologico e industriale non solo della Sicilia, ma dell’intero sistema europeo dei semiconduttori.

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