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Strano sequestro all’aeroporto di Palermo: trovata nel bagaglio la testa essiccata di un coccodrillo

Pubblicato il 1 Dicembre 2025

Controlli intensificati contro il traffico di specie protette

Nel quadro delle attività mirate al contrasto del traffico illegale di fauna e flora tutelate, la Guardia di Finanza di Palermo, insieme ai funzionari ADM dell’aeroporto Palermo–Punta Raisi, ha intensificato le verifiche sui viaggiatori in transito in applicazione della Convenzione di Washington (CITES), che protegge le specie a rischio di estinzione.

Durante questi controlli, un passeggero palermitano proveniente da Bangkok, con scalo a Roma Fiumicino, è stato fermato per accertamenti doganali approfonditi.

Il ritrovamento choc nel bagaglio

Nel corso dell’ispezione, gli operatori hanno scoperto la testa essiccata di un coccodrillo, appartenente alla specie crocodylia spp, classificata come a rischio estinzione. Il reperto era nascosto all’interno di una busta di plastica, presumibilmente per eludere i controlli in Thailandia, e conservava ancora i denti perfettamente visibili.

L’oggetto è stato immediatamente sequestrato, mentre il viaggiatore è stato denunciato a piede libero.

Sanzioni previste e impegno delle autorità

La normativa CITES prevede pene severe per chi tenta di introdurre illegalmente esemplari o parti di specie protette: sanzioni fino a 200 mila euro oppure l’arresto da tre mesi a un anno.

L’operazione mette in luce il costante impegno congiunto di Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane nel contrasto al traffico internazionale di fauna e flora protette, un fenomeno che minaccia seriamente la biodiversità globale e che è stato recentemente al centro dei lavori della CITES COP20 a Samarcanda, in Uzbekistan.

Controlli rafforzati e tutela dell’ambiente

Le verifiche continueranno nei prossimi mesi per garantire il pieno rispetto delle normative nazionali e internazionali, intervenendo contro comportamenti che rappresentano un danno per l’ambiente e per il patrimonio naturale.

Resta comunque valida la presunzione di innocenza per l’indagato fino a eventuale sentenza definitiva.

Il risultato dell’operazione è frutto della stretta collaborazione tra Guardia di Finanza e ADM, collaborazione rafforzata dal protocollo d’intesa siglato nel 2023 e rinnovato lo scorso maggio per potenziare l’attività congiunta negli aeroporti italiani.

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