Pubblicato il 19 Dicembre 2022
Parole di fuoco di Alessandro Di Battista, rilasciate all’Adnkronos che attacca il Governo Meloni per aver annunciato una forte stretta sul Reddito di Cittadinanza, uno dei “cavalli di battaglia” del suo ex partito, il Movimento 5 Stelle. “Il Governo Meloni, dice Di Battista, al posto di rimuovere gli ostacoli di ordine economico che limitano l’uguaglianza dei cittadini, ne aggiunge ogni settimana qualcuno. Il tutto anche per racimolare denaro e continuare a inviare armi in Ucraina. In un colpo solo, violano l’articolo 3 e l’articolo 11 della Costituzione. E la Meloni ci ha pure giurato sopra”.
La dichiarazione di Di Battista arriva dopo che il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha annunciato un’ulteriore riduzione, da 8 a 7 mesi, come periodo di elargizione del Reddito di Cittadinanza nel 2023 per tutti quei beneficiari considerati occupabili. La misura è comunque – nella volontà del governo – dovrà essere cancellata già nel 2024, come più volte ha sostenuto Giorgia Meloni, che ha spiegato di voler continuare a sostenere soltanto le persone che non possono lavorare. Secondo le stime dell’Agenzia nazionale politiche attive del lavoro (Anpal), i beneficiari del Reddito di Cittadinanza indirizzati ai servizi per il lavoro sono 919.916. Da questa cifra vanno sottratti i 173mila (18,8%) che risultano già occupati e 86mila soggetti (9,4%) esonerati, esclusi o rinviati ai servizi sociali. Restano, quindi, 660mila persone (71,8%) tenuti alla sottoscrizione del patto per il lavoro, popolazione oggetto dei provvedimenti restrittivi dell’esecutivo.
La questione si pone anche per i 393mila percettori (tra i 2 milioni di “percettori stabili”) che nel corso dell’anno passato hanno lavorato almeno una settimana. Nella maggior parte si tratta di dipendenti del settore privato con contratti a tempo determinato che guadagnano circa 6mila euro lordi in un anno e che – per il momento – continuano ad avere diritto al sostegno anche se rischiano di vederlo cancellato.

