Pubblicato il 12 Luglio 2025
M.T., 19 anni, si oppone al sistema scolastico durante l’esame di Stato
M.T., 19enne di Urbino, ha scelto di non sostenere l’orale dell’esame di maturità e di leggere invece un discorso personale di critica al sistema scolastico. Un gesto forte, condiviso anche da altri studenti in Italia, ma nel suo caso non influenzato da episodi recenti: la sua protesta risale al 2 luglio, quando si è presentata davanti alla commissione della Scuola del Libro di Urbino con i crediti necessari per superare l’esame.
Una protesta consapevole: “Delusa dalla scuola”
M.T. ha rifiutato le domande dell’orale, preferendo leggere un testo scritto di suo pugno. “Ho chiesto che il mio discorso fosse messo a verbale”, ha raccontato, spiegando di aver espresso tutta la sua delusione per l’esperienza scolastica. Nel suo intervento ha criticato il sistema di valutazione attuale, ritenuto sbilanciato: “Dà peso solo a tre prove, dimenticando il lavoro di cinque anni”.
Nonostante la sua media alta, la studentessa ha accettato un voto più basso, chiudendo l’esame con un 67 su 100. Il gesto non è stato impulsivo: “L’ultima goccia è stata un 7 in condotta che non ritenevo meritato”, ha detto, aggiungendo di aver spesso rappresentato i compagni con spirito critico, ma sempre educatamente. “Quando ho espresso delle critiche, ho sentito che la mia opinione non contava”.
“La scuola deve educare al pensiero critico, non punirlo”
Per M.T., la scuola dovrebbe insegnare a sviluppare un pensiero autonomo, non scoraggiarlo. “Il voto rischia di diventare un’arma per zittire gli studenti”, ha sottolineato. Sebbene delusa, riconosce comunque il valore formativo della scuola, ma afferma che solo i genitori, entrambi insegnanti, erano al corrente della sua scelta. “I miei compagni non sapevano nulla, sono rimasti sorpresi”.
Dura la critica al ministro Valditara
Come altri studenti, M.T. ha voluto replicare alle parole del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che ha minacciato bocciature per chi boicotta l’orale. “La sua proposta mi fa ribrezzo”, ha dichiarato. “Cosa volete insegnarci? A non pensare? A obbedire senza discutere”?
Ha concluso rivendicando con orgoglio la scelta del suo percorso: “Ho scelto la Scuola del Libro perché amo l’arte. E l’arte, come la cultura, insegna a pensare. E il pensiero critico deve poter essere espresso liberamente”.

