Nuova svolta nel caso Assange: i giudici londinesi bloccano l’estradizione negli USA e chiedono garanzie per il giornalista

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Era tutto pronto per l’estradizione di Julian Assange negli Stati Uniti, ma c’è stata una clamorosa frenata da parte dell’Alta Corte del Regno Unito che ha accettato la richiesta dei suoi avvocati di un ulteriore appello contro l’estradizione.

I giudici, con una sentenza di 66 pagine, hanno chiesto al governo degli Stati Uniti di fornire entro tre settimane garanzie sul fatto che verranno rispettati i diritti di Assange e che per lui non ci sarà il rischio della pena di morte se venisse estradato. Il caso è stato aggiornato al prossimo 20 maggio.

Le accuse ad Assange

In un primo momento era stata negata l’estrazione di Assange negli USA, poi accettata e infine bloccata. Si susseguono i colpi di scena sul caso Assange, sul quale pendono ben 18 capi d’imputazione per i quali rischierebbe una condanna di oltre 100 anni.

Il giornalista è accusato di aver divulgato, tramite WikiLeaks e altre testate giornalistiche internazionali come il Guardian e il New York Times, circa 700.000 documenti riservati che comprendevano attività militari e diplomatiche degli USA, ma anche crimini di guerra commessi in Afghanistan e Iraq.

Chi è Julian Assange

Assange, 52 anni, ha fondato nel 2006 WikiLeaks dove sono stati pubblicati i documenti e i video incriminati che inchiodano l’esercito americano, reo di orribili violenze, come il manuale di 238 pagine sulle procedure operative standard per il campo di prigionia di Guantanamo Bay.

Secondo i documenti gli USA avrebbero sottostimato il numero di civili uccisi durante la guerra in Afghanistan e ci sarebbe un video che mostra l’attacco di un elicottero americano a Baghdad dove vengono uccise 11 persone, tra le quali due giornalisti.

Sotto l’amministrazione Obama il Dipartimento di Giustizia aveva deciso di non denunciare Assange, poiché ciò avrebbe significato limitare la libertà per i giornalisti e ridurre la tutela per le testate giornalistiche.

Di tutt’altro avviso l’amministrazione Trump, che ha perseguito il giornalista ritenendo che abbia messo a rischio la vita di fonti e informatori.

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Redazione Nazionale

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