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Tajani rilancia sullo Ius Scholae: “Nessuna invasione islamica, il centrodestra affronti il tema cittadinanza”

Pubblicato il 6 Luglio 2025

Al Forum in Masseria, Tajani sollecita un confronto costruttivo sullo ius scholae e ribadisce: “È nel programma del centrodestra”

Il ministro degli Esteri e vicepresidente del Consiglio, Antonio Tajani, è tornato a parlare di cittadinanza e di integrazione sociale, durante la quinta edizione del Forum in Masseria condotto da Bruno Vespa. Nonostante la chiusura della premier Giorgia Meloni e il gelo degli alleati leghisti, Tajani insiste: “Dobbiamo affrontare un problema sociale”.

“Nel programma del centrodestra, al punto 6, si parla di integrazione economica e sociale degli stranieri. È mio dovere dirlo: questo tema va affrontato”, ha dichiarato.

Tensioni nella maggioranza sullo Ius Scholae

Tajani ha difeso le proposte di Forza Italia in materia di cittadinanza, ricordando che sono già state presentate sia alla Camera che al Senato. La proposta si basa su un principio chiaro: “Chi completa almeno 10 anni di scuola in Italia con profitto deve poter ottenere la cittadinanza”. Una linea che vuole valorizzare l’inclusione senza rinunciare al rigore.

“Parliamo di ragazzi che vivono qui, studiano qui, si sentono italiani. Dare loro la cittadinanza non è debolezza, è un atto di forza identitaria”, ha detto il ministro.

Tajani ha poi replicato indirettamente alla Lega, che ha sollevato il rischio di “infiltrazioni islamiche” nelle scuole: “Non esiste alcun rischio di invasione islamica. Se siamo sicuri della nostra identità, non dobbiamo temere l’integrazione”.

Forza Italia pronta a votare anche senza Lega e FdI

Il portavoce azzurro Raffaele Nevi ha lasciato intendere che Forza Italia potrebbe votare la legge anche insieme alle opposizioni, se Lega e Fratelli d’Italia dovessero continuare a dire no.

Tajani ha però chiarito: “Vorrei convincere i nostri alleati entrando nel merito. Non stiamo parlando di concessioni facili. Lo ius scholae è diverso dalla cittadinanza automatica dopo cinque anni, come propone la sinistra”.

Non manca un riferimento all’identità culturale e all’integrazione nello sport: “Non possiamo dare la cittadinanza solo a chi gioca nella nazionale. Sarebbe ipocrisia”.

Le altre priorità: giustizia, commercio e scenari internazionali

Durante il Forum, Tajani ha anche parlato di commercio internazionale, mettendo in guardia contro una possibile guerra dei dazi tra Europa e Stati Uniti: “Una guerra dei dazi sarebbe dannosa per tutti. L’obiettivo dovrebbe essere zero dazi tra economie occidentali”.

Sulle tensioni globali, il ministro ha fatto il punto:

  • Ucraina: “Putin non vuole un cessate il fuoco, vuole il controllo dei territori e l’eliminazione politica di Zelensky. Serve una linea dura sulle sanzioni, ma che non si ritorcano contro l’Europa”.
  • Iran: “Ricerca nucleare sì, bomba no. L’Iran ha subito una sconfitta, ma serve un accordo per garantire la pace”.
  • Israele e Gaza: Tajani ha sottolineato il ruolo dell’Italia nei corridoi umanitari e nella consegna di 15 tir di aiuti, risparmiati dagli attacchi grazie al dialogo diplomatico.

Meloni frena, ma Tajani rilancia: “Nel nostro programma c’è lo ius italiae”

Dopo il no netto di Giorgia Meloni al dibattito sulla cittadinanza, Tajani ha risposto rivendicando coerenza con il programma della coalizione:

“Non voglio mettere in difficoltà il centrodestra, ma affrontare questa sfida è doveroso. In passato anche Fratelli d’Italia era favorevole”.

Infine, ha ribadito le priorità per il governo: “La riforma della giustizia è il primo punto. Ma se uno merita la cittadinanza, deve ottenerla in tempi rapidi”.

Fratelli d’Italia replica: “Nessuna frattura nella maggioranza”

Giovanni Donzelli, dirigente di Fratelli d’Italia, ha provato a smorzare i toni, ribadendo la linea del partito: “Non è un tema che interessa gli italiani. La legge va bene così, e l’unità del centrodestra non è a rischio”.

Ma il confronto resta aperto. E lo ius scholae, da questione politica interna, si sta trasformando in un banco di prova per la tenuta della maggioranza.

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