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Tensione allle stelle tra Stati Uniti e Iran: flotta Usa di almeno 10 navi nella Regione

Pubblicato il 29 Gennaio 2026

Almeno dieci navi militari americane nella regione

La pressione tra Washington e Teheran continua ad aumentare dopo le recenti dichiarazioni aggressive attribuite a Donald Trump. Secondo analisi basate sui sistemi di tracciamento navale, un’ulteriore unità da guerra statunitense ha raggiunto il Medio Oriente, alimentando le ipotesi su un possibile nuovo intervento militare degli Stati Uniti contro l’Iran.

Come riportato da BBC Verify, il cacciatorpediniere lanciamissili USS Delbert D. Black è stato individuato mentre attraversava il Canale di Suez in direzione del Golfo. Attualmente, si stima che almeno dieci navi da guerra Usa siano operative nell’area, inclusa la portaerei USS Abraham Lincoln, segnale di un significativo rafforzamento militare.

Teheran: “Pronti mille nuovi droni e una risposta schiacciante”

Sul fronte iraniano, le forze armate hanno annunciato un potenziamento delle proprie capacità. L’esercito ha integrato 1.000 nuovi droni nei reparti da combattimento, come confermato dalla televisione di Stato.

Il comandante dell’esercito iraniano, Amir Hatami, ha ribadito che il Paese è pronto a reagire duramente: qualsiasi attacco riceverà una “risposta schiacciante”. Secondo Hatami, mantenere e rafforzare i vantaggi strategici resta una priorità costante per garantire una reazione rapida ed efficace a eventuali invasioni.

La Russia invita alla moderazione e al dialogo

Nel frattempo, da Mosca arriva un appello alla prudenza. Il Cremlino ha chiesto agli Stati Uniti di mostrare moderazione, sottolineando che le possibilità di una soluzione diplomatica non sono ancora esaurite.

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha avvertito che qualsiasi azione militare rischia di generare caos e grave instabilità nella regione, con conseguenze pericolose per l’intero sistema di sicurezza. Secondo Mosca, è fondamentale concentrarsi sui canali negoziali, evitando il ricorso alla forza e privilegiando il dialogo come strumento principale di gestione della crisi. Immagine di repertorio

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