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Elly Schlein

Tensioni internazionali, scontro politico in Italia: le parole di Schlein e il caso Crosetto

Pubblicato il 2 Marzo 2026

Schlein: “Il governo non si allinei ciecamente a Washington”

La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, interviene con fermezza sull’offensiva condotta da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, chiedendo chiarimenti all’esecutivo italiano.

Secondo la leader dem, l’Italia non può permettersi di appiattirsi sulle posizioni dell’amministrazione americana, perché ciò rischierebbe di compromettere in modo irreparabile il tradizionale ruolo diplomatico riconosciuto al nostro Paese nella regione mediorientale.

Schlein ha inoltre criticato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, sottolineando come l’amicizia rivendicata con l’ex presidente americano Donald Trump non abbia garantito alcun preavviso sull’attacco, lasciando persino il ministro della Difesa italiano bloccato all’estero.

Condanna del regime iraniano, ma no alle azioni unilaterali

La segretaria del Pd ha ribadito la netta opposizione al regime iraniano, definendolo repressivo e responsabile di violenze contro i manifestanti. Il Partito Democratico si è detto favorevole a sanzioni più dure e all’isolamento diplomatico di Teheran, con l’obiettivo di favorire una transizione democratica guidata dal popolo iraniano.

Pur affermando che il leader iraniano Ali Khamenei sia stato “un dittatore sanguinario”, Schlein ha aggiunto che le azioni militari unilaterali che violano il diritto internazionale sono sbagliate e pericolose.

Il Pd insiste sulla necessità di riattivare i canali diplomatici: impedire all’Iran di dotarsi dell’arma nucleare è un obiettivo condiviso, ma non può essere perseguito attraverso bombardamenti e guerra, bensì tramite negoziati e strumenti multilaterali.

Nel mirino anche le scelte di Trump, accusato di aver promesso la fine dei conflitti salvo poi contribuire a un’escalation che rischia di destabilizzare l’intera area mediorientale, con possibili ripercussioni anche sulla fragile tregua nella Striscia di Gaza.

Il caso Crosetto: rientro con volo militare e polemiche

Sul fronte interno, non si placano le polemiche attorno al ministro della Difesa Guido Crosetto. Rimasto bloccato a Dubai dopo il contrattacco iraniano, il ministro è rientrato in Italia con un volo militare, mentre la famiglia è rimasta negli Emirati Arabi Uniti.

Crosetto ha precisato di aver pagato personalmente il costo del viaggio, versando una somma tripla rispetto alla tariffa prevista per gli ospiti dei voli di Stato, per evitare ulteriori critiche sull’utilizzo di mezzi istituzionali.

L’attacco del M5S: “Serve un passo indietro”

Il Movimento 5 Stelle ha chiesto le dimissioni del ministro. Il vicepresidente Stefano Patuanelli ha parlato di una situazione che “impone una riflessione seria”, evidenziando come in una fase così delicata per la sicurezza internazionale il titolare della Difesa non fosse fisicamente nel Paese.

Anche il leader del M5S Giuseppe Conte ha attaccato duramente il governo sui social, denunciando una presunta perdita di credibilità politica.

Nonostante il pagamento del volo da parte del ministro, le critiche non si sono fermate. Il capogruppo M5S in commissione Esteri alla Camera, Francesco Silvestri, ha definito “ridicole” le spiegazioni fornite da Crosetto, sostenendo che in una fase tanto complessa serva un ministro pienamente informato e considerato dagli alleati internazionali.

Il confronto politico resta acceso, mentre sullo sfondo si muove uno scenario internazionale sempre più instabile.

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