Pubblicato il 1 Aprile 2026
Possibile intervento militare guidato dagli alleati
Gli Emirati Arabi Uniti si starebbero preparando a sostenere gli Stati Uniti e altri Paesi alleati in un’operazione per riaprire con la forza lo Stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più strategici al mondo. Secondo fonti arabe, questa decisione segnerebbe un passaggio cruciale, rendendo gli Emirati il primo Paese del Golfo Persico a entrare direttamente nel conflitto, dopo essere stati bersaglio di attacchi iraniani.
Pressioni sull’ONU e proposta di una coalizione internazionale
Stando a quanto riportato dal Wall Street Journal, Abu Dhabi avrebbe avviato un’intensa attività diplomatica per spingere il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ad approvare una risoluzione che autorizzi un intervento.
Parallelamente, gli Emirati starebbero cercando di convincere Stati Uniti, Paesi europei e asiatici a formare una coalizione militare internazionale con l’obiettivo di garantire la sicurezza e la riapertura dello stretto, anche ricorrendo alla forza.
Il rischio per l’economia globale
Secondo funzionari emiratini, l’Iran vedrebbe il conflitto come una questione di sopravvivenza e sarebbe disposto a mettere a rischio l’intera economia mondiale, sfruttando proprio il controllo strategico dello Stretto di Hormuz, attraverso cui transita una parte significativa del traffico energetico globale.
Le dichiarazioni di Trump sulla guerra in Iran
Nel frattempo, Donald Trump ha dichiarato di essere convinto che l’operazione militare in Iran possa concludersi in tempi brevi, stimando una durata di “2-3 settimane”. Il presidente ha affermato: “Finiremo il lavoro”, lasciando intendere una rapida conclusione delle operazioni.
Trump ha inoltre collegato l’esito del conflitto all’andamento dei prezzi energetici, sostenendo che la fine delle operazioni porterà a un calo del prezzo della benzina.
Iran e negoziati: posizioni ancora distanti
Infine, Trump ha ribadito che, a suo avviso, l’Iran sarebbe più interessato degli Stati Uniti a raggiungere un accordo, lasciando aperta la possibilità di sviluppi diplomatici, nonostante l’escalation militare in corso.

