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Terremoto in Irpinia: 45 anni fa la tragedia che provocò oltre 3.000 vittime

Pubblicato il 23 Novembre 2025

Il ricordo del Presidente Mattarella

Il 23 novembre 1980, violente scosse sismiche colpirono l’Irpinia, la Basilicata e alcune aree della Puglia, causando la morte di circa 3.000 persone, migliaia di feriti e sfollati, e milioni di cittadini bisognosi di aiuto.

In occasione del 45° anniversario, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato quella tragedia come “una delle più devastanti della storia d’Italia”. Ha sottolineato la risposta generosa e impegnativa delle istituzioni e della società civile, grazie anche ai numerosi volontari mossi da solidarietà e partecipazione.

Per Mattarella, il sisma rappresenta una pagina dolorosa della storia italiana, ma anche un monito alla necessità di migliorare i sistemi di monitoraggio e prevenzione antisismica, oltre che un incentivo alla ricostruzione e rilancio delle aree interne del Paese. La Repubblica, ha concluso, commemora le vittime e si unisce al dolore dei familiari.

Fontana: una ferita ancora profonda

Il Presidente della Camera, Lorenzo Fontana, ha dichiarato: “A quarantacinque anni da quel sisma, il pensiero va alle migliaia di vittime e ai loro familiari, così come alle comunità profondamente segnate. Resta una ferita profonda, ma anche il ricordo della mobilitazione civile e della solidarietà dei volontari. Questa esperienza richiama costantemente l’attenzione sulla prevenzione, il monitoraggio e la sicurezza dei territori”.

Piantedosi: la rinascita di una terra straordinaria

Il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha ricordato i 90 secondi interminabili che devastarono l’Irpinia e le zone limitrofe, causando immenso dolore per le vittime e per chi perse tutto in pochi istanti.
Nonostante la tragedia, ha sottolineato Piantedosi, la popolazione locale ha dimostrato gratitudine e coraggio, grazie alla solidarietà di chi intervenne prontamente. “Questa terra meravigliosa è riuscita a rialzarsi, ricostruendo con impegno e orgoglio il proprio futuro”, ha concluso.

Bicchielli: prevenzione e responsabilità

Secondo Pino Bicchielli (Forza Italia), presidente della Commissione parlamentare sul rischio idrogeologico e sismico, il terremoto ha lasciato una ferita materiale, civile e morale. La memoria di quell’evento deve tradursi in responsabilità concreta:

  • L’Italia è un Paese fragile, esposto a rischi sismici, idrogeologici e climatici.
  • Serve una strategia nazionale basata sulla prevenzione, non solo sull’emergenza.
  • La sicurezza si costruisce con cultura del rischio, controlli seri e investimenti mirati.

“L’Irpinia ci ricorda che nessun territorio è periferico quando è in gioco la sicurezza dei cittadini. Ogni euro investito in prevenzione è un euro risparmiato in tragedie. Ricordare significa agire”, ha affermato Bicchielli. Foto d’apertura: Castelnuovo di Conza rasa al suolo dal terremoto del 1980

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