Pubblicato il 7 Gennaio 2026
Preso a botte, chiuso nel bagagliaio e abbandonato in periferia
Un ragazzo di 17 anni è stato brutalmente aggredito, rinchiuso nel vano portabagagli di un SUV e poi lasciato lontano da casa. Per questo episodio, avvenuto a Torino, la magistratura ha iscritto cinque persone nel registro degli indagati con l’accusa di sequestro di persona aggravato.
Per quattro di loro è stato disposto il carcere, mentre il quinto è stato colpito da divieto di avvicinamento alla vittima con braccialetto elettronico.
L’agguato dopo una lite in discoteca
I fatti risalgono al 9 marzo scorso. Secondo quanto ricostruito dalla polizia, tutto sarebbe nato da una discussione avvenuta la notte precedente in una discoteca torinese.
Uno degli indagati, un giovane di 19 anni, avrebbe invitato il minorenne a un presunto incontro chiarificatore. All’appuntamento, però, si sarebbero presentati più ragazzi, alcuni con il volto coperto.
Aggressione e sequestro: mezz’ora nel bagagliaio
Una volta arrivato sul posto, il 17enne sarebbe stato colpito con calci e pugni, quindi costretto a entrare nel bagagliaio del SUV, dove sarebbe rimasto rinchiuso per circa trenta minuti.
Successivamente, il gruppo lo avrebbe scaricato in una zona periferica della città, non prima di avergli rivolto minacce per impedirgli di denunciare l’accaduto.
Nonostante l’intimidazione, il ragazzo ha deciso di rivolgersi alle forze dell’ordine, facendo partire le indagini.
Come si è arrivati agli indagati
Gli investigatori sono riusciti a identificare i presunti responsabili grazie a una ricostruzione basata su più elementi:
la testimonianza diretta della vittima,
le immagini delle telecamere di videosorveglianza,
l’analisi dei tabulati telefonici.
Al momento dell’esecuzione delle misure cautelari, tre indagati sono stati trovati nelle proprie abitazioni, uno era già detenuto per altri motivi, mentre il quinto risulta ancora ricercato. Le indagini proseguono per chiarire ogni dettaglio e le eventuali responsabilità individuali.

