Pubblicato il 28 Gennaio 2026
Deceduta in ospedale dopo giorni di agonia
È morta Luciana Cat Berro, 65 anni, la donna che era stata colpita alla testa dal figlio 40enne Paolo Ferri con una pistola sparachiodi utilizzata per l’abbattimento degli animali.
L’aggressione era avvenuta nella notte tra sabato 24 e domenica 25 gennaio, nella cascina di strada Torino a Caselle Torinese, dove madre e figlio vivevano.
La donna è deceduta martedì 27 gennaio all’ospedale San Giovanni Bosco di Torino, dove era ricoverata in condizioni disperate: le lesioni craniche e cerebrali provocate dal colpo si sono rivelate irreversibili. Con il decesso, per il figlio l’accusa passa da tentato omicidio a omicidio volontario.
La telefonata ai carabinieri e i messaggi inquietanti
Subito dopo l’accaduto, Paolo Ferri ha contattato personalmente i carabinieri, ammettendo quanto aveva fatto. I militari della compagnia di Venaria Reale lo hanno fermato poco dopo.
Poco prima della chiamata alle forze dell’ordine, l’uomo aveva anche inviato un messaggio audio a un conoscente, nel quale dichiarava di voler uccidere la madre e la sorella, spiegando di non riuscire più a sopportarle. Questo elemento è ora al vaglio degli inquirenti.
Detenzione in carcere e silenzio davanti al giudice
Attualmente l’uomo si trova recluso nel carcere delle Vallette di Torino ed è assistito dall’avvocata Ilenia Caratozzolo.
La magistrata Fabiola D’Errico, titolare dell’inchiesta per la Procura di Torino, procederà formalmente alla modifica del capo d’imputazione in omicidio volontario.
L’arresto è già stato convalidato dal giudice, ma durante l’udienza Ferri ha scelto di non rispondere, avvalendosi della facoltà di restare in silenzio.

