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Traffico illecito di rifiuti nel Nisseno: 20 misure cautelari e azienda sequestrata

Pubblicato il 5 Gennaio 2026

Operazione della Guardia di Finanza coordinata dalla DDA

I finanzieri del Comando provinciale di Caltanissetta, con il supporto del Reparto Operativo Aeronavale di Palermo, hanno dato esecuzione a un’ordinanza cautelare nei confronti di 20 persone e al sequestro di un’azienda del settore dei rifiuti. L’operazione rientra in una complessa indagine sullo smaltimento illecito, coordinata e diretta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Caltanissetta.

Le misure disposte dal Gip

Al termine degli interrogatori preventivi, il Giudice per le indagini preliminari ha disposto la custodia cautelare in carcere per un imprenditore di Niscemi e gli arresti domiciliari per un imprenditore di Gela.

Sono state inoltre applicate misure di obbligo o divieto di dimora a 12 indagati e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per altre tre persone. Tutti sono accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata al traffico e alla gestione abusiva di ingenti quantitativi di rifiuti speciali.

Sequestri e interdizioni per due milioni di euro

Il provvedimento giudiziario ha disposto anche il sequestro preventivo dei mezzi e dell’intero complesso aziendale riconducibile a un imprenditore di Niscemi, per un valore stimato di circa due milioni di euro. Contestualmente, sono state eseguite tre misure interdittive che prevedono il divieto di esercitare attività imprenditoriale nei confronti di titolari di ditte e rappresentanti di società operanti nel settore.

Il sito abusivo e il rischio ambientale

Le indagini della Guardia di Finanza di Gela hanno individuato un’area nelle immediate vicinanze del centro abitato di Niscemi dove, secondo l’accusa, venivano svolte attività di raccolta, stoccaggio e trasporto di rifiuti speciali in totale violazione delle norme vigenti.

I materiali, anche pericolosi, venivano successivamente conferiti a terzi, anche nelle aree di Catania e Licata. I rifiuti risultavano accatastati direttamente sul suolo, privi di protezioni e impermeabilizzazioni, con un concreto rischio di contaminazione del terreno e delle falde acquifere, causando un potenziale grave danno ambientale.

Ricostruita l’intera filiera del traffico illecito

L’attività investigativa avrebbe consentito di ricostruire l’intera filiera del traffico illegale, trovando riscontri oggettivi nel sequestro preventivo di un autoarticolato e di circa 5.000 chilogrammi di rifiuti speciali pericolosi, tra cui motori termici non bonificati e filtri impregnati di olio, destinati a un deposito nel Catanese.

Documentate anche condotte intimidatorie

Nel corso delle indagini sono emerse anche condotte intimidatorie attribuite all’imprenditore principale, finalizzate al recupero di crediti. In particolare, una conversazione intercettata documenterebbe toni minacciosi nei confronti di un cliente palermitano, con riferimenti a possibili gravi conseguenze, che lo avrebbero indotto a saldare il debito.

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