Pubblicato il 10 Novembre 2025
L’incidente sul Pizzo Bello
Una tragica caduta in alta quota è costata la vita a Mauro Profaizer, 57 anni, ingegnere ambientale originario di Rovereto ma residente ad Ardenno, in provincia di Sondrio.
L’uomo è precipitato per circa 300 metri in un canalone nel territorio comunale di Berbenno, in Valtellina, nella tarda mattinata di domenica 9 novembre.
Si trovava a 2.570 metri di altitudine, nella zona del Pizzo Bello, sulle Alpi Retiche, quando, secondo le prime ipotesi, sarebbe scivolato a causa del ghiaccio presente sul terreno.
L’allarme e i soccorsi
L’allarme è scattato pochi minuti prima delle 13, come riportato dalla centrale operativa dell’Agenzia Regionale Emergenza Urgenza (Areu).
Profaizer stava scalando da solo una delle vette della zona, quando ha perso l’equilibrio ed è caduto lungo un pendio ripido e ghiacciato.
A oltre 2.500 metri di quota, le condizioni del terreno erano estremamente insidiose, con tratti innevati e scarpate pericolose.
Le difficili operazioni di recupero
Sul posto sono intervenuti i tecnici del Soccorso Alpino di Sondrio, i militari del Sagf (Soccorso Alpino Guardia di Finanza), i carabinieri e l’elisoccorso dell’Areu decollato da Como.
Le operazioni di recupero sono risultate particolarmente complesse a causa del vento forte e del rischio di ulteriori scivolate.
Quando i soccorritori sono finalmente riusciti a raggiungere l’uomo, per lui non c’era più nulla da fare: il medico dell’equipe ha potuto soltanto constatarne il decesso.
Il cordoglio e le indagini
La salma di Mauro Profaizer è stata trasportata a valle e posta a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Dopo il nulla osta della Procura, la famiglia potrà fissare la data dei funerali.
La comunità di Ardenno, dove il 57enne viveva e lavorava, è sconvolta dalla notizia, mentre gli inquirenti stanno ricostruendo con precisione la dinamica dell’incidente per capire se si sia trattato di una fatale distrazione o di una perdita di aderenza dovuta al ghiaccio.
Un’altra tragedia che ricorda quanto la montagna, pur affascinante, possa essere imprevedibile e pericolosa, soprattutto in questa stagione in cui il gelo rende i sentieri più insidiosi che mai.

