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Tragedia in mare ad Arbatax: affonda il peschereccio ‘Luigino’, due vittime e un superstite

Pubblicato il 11 Febbraio 2026

Il naufragio al largo di Santa Maria Navarrese

Grave incidente nelle acque dell’Ogliastra nella giornata di oggi, 11 febbraio. Il motopesca “Luigino”, appartenente alla marineria di Arbatax è affondato al largo di Santa Maria Navarrese, in un tratto di mare con un fondale di circa 200 metri di profondità.

Il bilancio è drammatico: due pescatori hanno perso la vita, mentre un terzo membro dell’equipaggio è riuscito a salvarsi.

Le vittime: chi erano

A bordo dell’imbarcazione si trovavano tre uomini. Nel naufragio sono morti A.M., comandante del peschereccio, ed E.P., marinaio, entrambi originari di Tortolì.

Secondo quanto emerso nelle ore successive alla tragedia, uno dei corpi è stato individuato all’interno dell’imbarcazione, mentre l’altro è stato avvistato in mare dopo l’affondamento.

Il salvataggio del superstite

Il terzo componente dell’equipaggio è riuscito a sopravvivere ed è stato soccorso da un peschereccio che si trovava nella zona al momento dell’incidente. L’imbarcazione che ha effettuato il recupero appartiene a al fratello del comandante del ‘Luigino’, un dettaglio che rende ancora più toccante la vicenda.

Il superstite è stato trasportato al porto di Arbatax, dove il peschereccio ha attraccato alla banchina di ponente intorno alle 14.30, accolto da numerose persone radunate in attesa di notizie. Le sue condizioni sono state giudicate rassicuranti.

I soccorsi e le difficoltà operative

Immediato l’intervento della Guardia Costiera, che ha inviato sul posto la motovedetta CP811 dell’Ufficio circondariale marittimo di Arbatax. Le operazioni sono state coordinate dal Reparto operativo della Capitaneria di porto di Cagliari, in collaborazione con l’Ufficio marittimo locale.

Dall’aeroporto di Decimomannu si è inoltre alzato in volo un elicottero della 4ª Sezione Volo della Guardia Costiera, impegnato nelle attività di ricerca e soccorso.

Le operazioni si sono svolte in condizioni particolarmente complesse: la profondità di circa 200 metri rende difficili sia l’individuazione del relitto sia eventuali interventi tecnici. A complicare ulteriormente i soccorsi sono state le condizioni meteo-marine avverse, con mare mosso che ha reso più delicate le manovre delle unità impegnate, sia via mare sia dall’alto. Immagine di repertorio

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