Pubblicato il 21 Marzo 2026
Maxi operazione di soccorso con elicotteri e decine di operatori
Un’imponente operazione di emergenza si è svolta in Val Ridanna, in Alto Adige, a seguito di una valanga che ha causato due morti, tre feriti gravi e due feriti lievi. Il bilancio definitivo è stato confermato dalla Centrale di emergenza di Bolzano.
L’intervento ha richiesto l’impiego di sei elicotteri e circa ottanta soccorritori, tra cui operatori del soccorso alpino, Guardia di Finanza, vigili del fuoco e unità cinofile, tutti mobilitati per affrontare una situazione particolarmente complessa.
La dinamica dell’incidente
La slavina si è staccata intorno alle 11:40 di oggi, 21 marzo, a un’altitudine di 2.445 metri, travolgendo un gruppo di 25 scialpinisti presenti sul pendio in quel momento.
Fortunatamente, la maggior parte delle persone è stata solo sfiorata dalla massa nevosa, evitando conseguenze più gravi. Tuttavia, per alcuni l’impatto è stato fatale o ha provocato lesioni significative.
Il precedente che ha segnato il territorio
L’episodio riporta alla memoria una tragedia che aveva profondamente colpito la regione. Il 12 marzo di dieci anni fa, l’Alto Adige commemorava la maxi-valanga del Monte Nevoso, sopra Riva di Tures, considerata la più grave tragedia montana degli ultimi decenni nella zona.
In quell’occasione persero la vita sei persone, tra cui un ragazzo di 16 anni travolto davanti al padre, una giovane infermiera, un alpinista esperto con spedizioni himalayane alle spalle e un alto dirigente della Camera di Commercio del Tirolo.
Un territorio segnato
L’evento odierno conferma quanto l’ambiente alpino, pur affascinante, possa essere estremamente pericoloso. L’intervento tempestivo dei soccorritori ha permesso di contenere ulteriormente il bilancio, ma resta alta l’attenzione sulle condizioni della neve e sui rischi legati alle escursioni in alta quota. Immagine di repertorio

