Pubblicato il 12 Giugno 2025
Rifiuto di rientrare nelle celle da parte dei reclusi
Trapani, 12 giugno. È in corso una forte protesta all’interno della casa circondariale di Trapani, dove circa cento detenuti del reparto Mediterraneo si rifiutano di rientrare nelle loro celle dopo il tempo di permanenza nei cortili.
I detenuti hanno occupato i cortili chiedendo l’intervento del magistrato di sorveglianza e l’ottenimento di benefici non previsti dalla normativa vigente. Secondo quanto riferito, si tratta di una forma di protesta organizzata e decisa, che ha messo in allerta il personale dell’istituto.
L’allarme del sindacato Consipe
A denunciare la gravità della situazione è Mimmo Nicotra, Presidente nazionale del sindacato Consipe, che ha sottolineato come questa protesta si inserisca in un quadro nazionale di crescente disagio nelle carceri italiane.
“Ci troviamo di fronte a un’emergenza gestita in condizioni critiche”, afferma Nicotra, evidenziando l’assenza di un Comandante di Reparto titolare all’istituto di Trapani. La figura era stata inizialmente assegnata, ma è stata poi revocata senza spiegazioni, lasciando un vuoto di comando che, secondo il sindacato, compromette seriamente la gestione della sicurezza e delle emergenze.
Sovraffollamento, aggressioni e stress per la Polizia Penitenziaria
Il presidente del Consipe aggiunge che simili episodi si stanno ripetendo in varie strutture penitenziarie italiane, sempre per motivi analoghi: richieste di benefici, proteste organizzate e condizioni di detenzione critiche.
“La Polizia Penitenziaria è lasciata sola, con organici ridotti e condizioni di lavoro insostenibili”, denuncia Nicotra. Il personale, infatti, è stremato da anni di mancati reintegri, deve fronteggiare un numero crescente di aggressioni e opera quotidianamente in un contesto segnato da sovraffollamento e stress lavoro-correlato ormai cronico.

