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Trapani, sequestrate le quote azionarie per oltre 100 milioni di euro alla Liberty Lines

Pubblicato il 20 Novembre 2025

Il provvedimento della Guardia di Finanza

La Guardia di Finanza ha avviato il sequestro del pacchetto azionario di Liberty Lines, nell’ambito di un’indagine della Procura di Trapani sui finanziamenti regionali destinati ai collegamenti marittimi veloci con le isole minori. Si tratta di un filone che si collega alla precedente inchiesta Mare Monstrum del 2017, già focalizzata sulla gestione delle risorse pubbliche per il trasporto marittimo.

Un’indagine che coinvolge 48 persone e due società

L’inchiesta vede 48 indagati, tra i quali figurano anche le società Liberty Lines Spa e SNS – Società di Navigazione Siciliana. Secondo gli atti, il valore del fatturato dell’azienda sottoposta a sequestro supera i 90 milioni di euro, con un patrimonio stimato in 150 milioni e un organico di oltre 750 dipendenti.

La replica dei legali: “Provvedimento privo di urgenza”

In una nota ufficiale, i legali di Liberty Lines e degli azionisti, gli avvocati Alfonso Furgiuele, Lorenzo Contrada e Giovanni Di Benedetto, contestano il provvedimento. Secondo la difesa, il sequestro sarebbe stato disposto “senza alcuna ragione di urgenza” e in assenza dei presupposti necessari per procedere.

Gli avvocati annunciano che, nei tempi e nelle forme previste dalla legge, presenteranno al giudice tutti gli elementi che ritengono sufficienti a ottenere l’annullamento del decreto, con l’obiettivo di ripristinare la piena operatività della società.

La nota della Guardia di Finanza

I finanzieri del Comando Provinciale Trapani stanno eseguendo il decreto di sequestro preventivo disposto d’urgenza dalla Procura della Repubblica di Trapani per oltre 100 milioni di euro nonché a valere sull’intero compendio aziendale e sulle quote sociali della Liberty Lines S.p.A., nota società armatoriale che opera nei trasporti veloci per passeggeri sulle rotte che collegano la Sicilia alle isole minori (Eolie, Egadi, Pelagie, Pantelleria, Ustica), quale profitto dei reati di truffa ai danni dello stato, corruzione e frode nell’esecuzione di un servizio pubblico ipotizzati nei confronti di soggetti riconducibili alla governance della società, alla sua compagine sociale e ai suoi manager e dirigenti.

In particolare, la società armatoriale è accusata di aver accresciuto indebitamente indebitamente i propri profitti incassando ingenti contributi dalla Stato nonostante il mancato rispetto delle condizioni di trasporto contemplate dal contratto pubblico stipulato, con particolare riferimento alle procedure e ai protocolli di sicurezza normativamente previsti.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Trapani, hanno impegnato per lungo tempo i finanzieri nell’analisi di un’imponente mole di dati e informazioni nonché di documenti altamente tecnici quali capitolati d’appalto e bilanci.

Con il predetto sequestro, la Procura della Repubblica di Trapani, tenuto conto della complessità, della strategicità e della rilevanza pubblica delle attività aziendali, poste al servizio della collettività, ha nominato un collegio di amministratori giudiziari, composto da tre membri (due dottori commercialisti e un avvocato), al fine di ripristinare le condizioni di legalità e, in pari tempo, garantire e assicurare la continuità aziendale e del servizio pubblico di collegamento alle isole minori, contemperato dalle imprescindibili esigenze di sicurezza dei passeggeri, nonché la piena tutela dei livelli occupazionali.

Pertanto, si informano i fruitori del servizio pubblico che l’attività aziendale proseguirà senza soluzione di continuità e i collegamenti resteranno pienamente operativi, senza variazione o interruzione alcuna riconducibile all’esecuzione del provvedimento di sequestro preventivo.

L’attività si colloca nell’ambito della fase delle indagini preliminari, allo stato delle attuali acquisizioni probatorie e, in attesa di giudizio definitivo, sussiste la presunzione di innocenza.

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